14/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La rappresentanza del popolo Hmong in Laos ha chiesto l'aiuto delle nazioni unite per fermare il proprio 'genocidio', dopo che le ultime stime denunciano un drastico declino della popolazione nell'ultimo lustro, da 17mila a 5mila persone.

hmong a Na LauGran parte dei morti, secondo i dignitari Hmong, son dovuti agli attacchi dell'esercito laotiano, e alle malattie per le quali non ricevono assistenza medica dallo stato laotiano. Le autorità di Vientiane guardano con sospetto il popolo aborigeno per la loro lotta anticomunista durante la guerra civile poi vinta dal partito filomaoista, dal 1960 al'75. In più, svariate tribù Hmong hanno fornito assistenza di retroguardia al lavoro delle truppe Usa contro infiltrazioni dei vietcong nel Paese confinante. Circa 50mila Hmong hanno in seguito trovato rifugio in California, in nome della loro antica militanza anticomunista. Ma anche in Australia, Canada e Francia. A decine di migliaia sono invece tornati in Laos con l'aiuto di programmi Onu per i rifugiati. L'alto Commisariato onu per i rifugiati lo scorso maggio aveva protestato con il governo thailandese per il forzato rimpatrio di alcuni hmong; sulle condizioni di vita degli Hmong in Laos l'agenzia Onu non si pronuncia, perché gli è impedito di aprirvi una sede. A decine di migliaia fuori dai confini laotiani son scappati verso Myanmar, Thailandia, Vietnam e Cina meridionale. Le Nazioni Unite sono allertate sulle condizioni del popolo Hmong dopo che l'agenzia di informazione 'Radio Free Asia', sponsorizzata da George Soros, ha detto di aver visionato un documento di servizio nel quale agli ufficiali dell'esercito laotiano viene data mano libera per 'sparare per uccidere' ogni Hmong avvistato
 
Parole chiave: Hmong, Nazioni UNite, Laos
Categoria: Popoli
Luogo: africa