
Il governo uruguaiano, nei prossimi giorni, emetterà un decreto che imporrà la
ripresa della ricerca dei resti dei desaparecidos degli anni della dittatura militare
(1973 – 1985). L'archeologo José López, che ha già diretto le precedenti due tappe
di perlustrazione eseguite da una squadra di tecnici dell'Università della Repubblica,
ha spiegato che le indagini ricominceranno in quei siti sui quali giù sono stati
raccolti indizi affidabili di interramento od occultamento di cadaveri. Lo riferisce
il quotidiano locale La Republica. La Commissione di indagine, creata di recente,
sarà incaricata di valutare tutti gli scenari possibili.
Per saperne di più e non dimenticare. “C'è la ferma volontà del governo di continuare la ricerca dei resti di quelle
persone che figurano come scomparsi”, ha sottolineato l'archeologo. Il presidente,
Tabaré Vázquez, ha confermato ieri la decisione di proseguire nelle indagini sulle
violazioni dei diritti umani sotto il regime dittatoriale, includendo appunto
anche la realizzazione di nuovi scavi dove esistano indizi credibili sul destino dei desaparecidos. In
particolare, gli ultimi elementi fanno ben sperare di incontrare alcuni resti
sotterrati in quelli che erano i centri di detenzione e tortura.