testo e foto di di Antonella Sinopoli
Se in Italia qualche tempo fa la Lega voleva eliminare le statue di Garibaldi dalle piazze di quella che chiamano Padania, all'estero l'eroe dei due mondi conserva il suo appeal. E così c'è ancora chi le statue in suo onore le inaugura. Non in Italia, ma nell'Europa dell'est. Accade a Sofia, capitale della Bulgaria, dove l'eroe dell'unità d'Italia è stato accolto da due capi di governo: Boyko Borissov e Silvio Berlusconi. Peccato che l'evento sia stato organizzato come una sorta di festa privata. Saluti, abbracci, parole di circostanza e il vestito delle grandi occasioni. In una piazza piccola piccola ma molto carina (ristrutturata naturalmente per l'occasione) ieri, 13 giugno, si è celebrato l'evento che sottolinea l'"amicizia tra i nostri due paesi" per usare proprio le parole dei premier. Tante transenne, molti giornalisti accreditati (soprattutto dall'Italia), numerosissimi amici degli amici e solite sgomitate per salire sul palco e avvicinarsi all'uno o all'altro dei due presidenti. Al di là delle transenne qualche passante sfortunato rimasto intrappolato nell'ingorgo e qualche curioso con il telefonino pronto allo scatto. Sia quel che sia.
Qualche settimana fa il premier bulgaro era stato a Roma per la ricorrenza dei Santi Cirillo e Metodio e nell'occasione era stato inaugurato un monumento allo scrittore bulgaro Ivan Vasov Ieri la Bulgaria, o meglio il suo rappresentante politico, ha restituito la cortesia. La decisione di realizzare una statua a Garibaldi in una piazza di Sofia - che è intitolata anch'essa all'eroe italiano - risale allo scorso anno, data dell'ultima visita di Berlusconi nella capitale bulgara. Ma il 13 giugno non è stato scelto a caso. Ieri infatti Boyko Borissov ha compiuto 51 anni e il premier Berlusconi ne ha approfittato per fargli gli auguri di persona. La visita è durata poche ore. Il tempo di qualche battuta e di svelare un monumento che tra l'altro nei giorni scorsi tutti avevano già potuto vedere, anche nei numerosi passaggi televisivi e sulle foto pubblicate dai giornali. Per la cronaca, il progetto per il monumento è opera dell'architetto Stanislav Konstantinov e dello scultore Gheorghi Chapkanov.
Ma quale effetto ha avuto questo momento sui cittadini? "Amo l'Italia, la sua storia e soprattutto il contributo che l'Impero romano ha dato alla civiltà umana" dice Bina. "L'inaugurazione di una statua di Garibaldi mi sembra un avvenimento interessante eppure l'evento è stato organizzato a misura dei due leader. Un altro modo per attirare l'attenzione su di sé senza coinvolgere in alcun modo la gente comune".
"Garibaldi? - si chiede Zvetomir, trentunenne - sì so che è un eroe nazionale, ma non di più. E lo stesso vale per molti miei coetanei, per non parlare dei più giovani". "Secondo me - aggiunge Silvia, 27 anni - si è trattato solo di uno scambio di gentilezze tra i due primi ministri, un motivo per vedersi tra di loro. Il resto non mi dice granché".
Ma non è certo che i bulgari non conoscano la loro storia. Rumen, 51 anni di Blagoevgrad, ci racconta la storia di "Kapitan Petko Voivoda". Eroe nazionale che giocò un ruolo fondamentale nella guerra 1877-78 combattuta dall'esercito bulgaro insieme ai russi e ai rumeni per liberarsi dal giogo ottomano. Il giovane Petko Kiryakov, questo il suo nome, aveva poco più di vent'anni quando incontrò Garibaldi che ne aveva 60. Ne fu ispirato e pare che fu proprio l'eroe italiano a dare a Petko il grado di Kapitan. Anche Bina ritorna sull'argomento e commenta: "molti ragazzi bulgari andarono a combattere nell'esercito di Garibaldi. Era come lottare anche per la propria libertà". "Forse allora c'era più possibilità di prendere decisioni ed agire - dice Boris, 61 anni - con il tempo il bulgaro ha imparato ad accettare tutto e ad aspettare e considerare normale che gli altri decidano per lui senza ragionare troppo. Nessuno ci domanda nulla". Ma chissà che questa piccola statua non aiuti a domandarsi di più e, come dice Josephina, 50 anni, "a spingere i ragazzi a studiare, leggere, a fare delle valutazioni". E a riflettere sull'importanza dell'amicizia e della solidarietà tra i popoli, che viene prima dell'amicizia tra stati e tra capi di governo.