Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è diviso nella sua risposta alle tensioni nel nord del Kosovo nel corso della riunione di emergenza celebrata ieri a New York. Da una parte la Russia, che condanna il piano di Pristina di far partecipare funzionari kosovari alla gestione delle operazioni di controllo ai valichi tra Kosovo e Serbia - un piano che Belgrado contesta definendolo un tentativo messo in atto unilateralmente per modificare lo status del Kosovo ed una violazione dei diritti dei cittadini - dall'altra Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia che invece appoggiano Pristina nelle sue rivendicazioni sul controllo sui valichi.
Non si è dunque arrivati ad un accordo su una dichiarazione congiunta all'esecutivo Onu, mentre per oggi è previsto che la missione Eulex dell'Unione Europea assuma il controllo sui due valichi contesi. Pristina intende inviare un singolo funzionario delle dogane ad ogni posto di frontiera. L'ambasciatore tedesco all'Onu, Peter Wittig ha esortato Serbia e Kosovo a moderare la retorica, placare le tensioni e tornare al dialogo per risolvere i problemi ancora aperti. Quanto alla Serbia, ha ammonito Wittig dovrebbe ricordare che ''il gioco populista del nazionalismo'' mal si concilia con le sue aspirazioni ad entrare nell'Unione Europea.