
Nome ufficiale: |
Al Jumhuriyah al Islamiyah al Muritaniyah |
Ordinamento politico: |
Repubblica
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Governo attuale: |
Ely Ould
Mohammed Vall, presidente golpista dal 3 ago. 2005 |
Capitale: |
Nouakchott |
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Superficie: |
1.025.520 Kmq |
Popolazione: |
2.900.000 abitanti |
Densità: |
2,7 ab./Kmq |
Crescita demografica annua: |
2,24% |
Lingua: |
Arabo (ufficiale), francese, peul-toucouleur,
soninké, wolof |
Religione: |
Musulmana (ufficiale)
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Popolazione urbana: |
60,5% |
Alfabetizzazione: |
41,2% (51,5% maschi, 31,3% femmine) |
Mortalità infantile: |
12% |
Aspettativa di vita: |
51 anni |
Tasso HIV/AIDS: |
0,6% |
Indice sviluppo umano: |
0,465 – 152esimo su 177 stati
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Moneta: |
Ouguiya |
PIL: |
1.250 milioni USD |
Ripartizione PIL: |
Agricoltura 19,2%; Industria 30%; Terziario 50,8% |
Crescita economica (2004): |
4,9% |
Reddito nazionale lordo per ab.: |
430 USD/ab. |
Pop. sotto soglia povertà: |
40% |
Inflazione: |
7% |
Esportazioni: |
343 milioni USD |
Importazioni: |
354 milioni USD |
Principali risorse economiche: |
Ferro, pesca, idrocarburi |
Spese militari: |
20,8 milioni USD (1,66% del PIL) |
GEOGRAFIA
La Mauritania si affaccia a ovest sull’oceano Atlantico, confina a sud con il
Senegal, a sud e a est con il Mali, a nord con l’Algeria e il Marocco.
Il territorio della Mauritania è prevalentemente pianeggiante, con isolati rilievi.
Il deserto del Sahara occupa due terzi del paese e, verso sud lascia posto alle
savane del Shael. L’idrografia, tipica della regione sahariana, presenta pochi
corsi d’acqua a carattere stagionale, ad eccezione del fiume Senegal che segna
il confine con l’omonimo stato e di cui la Mauritania controlla la sponda destra
del corso medio inferiore.
Il clima è fortemente influenzato dai venti: l’Harmattan (vento sahariano) spira
durante l’inverno e accentua l’aridità della stagione secca, i venti equatoriali
di tipo monsonico che soffiano in estate portano masse di aria umida. Le piogge
sono comunque scarse e le temperature sono elevate tutto l’anno (28° di media).
Le escursioni termiche sono elevate.
STORIA
Indipendente dalla Francia dal 1960, la Mauritania rimane strettamente legata
all'ex potenza coloniale, soprattutto tramite le imprese francesi che sfruttano
i giacimenti di ferro e condizionano pesantemente la vita politica del paese.
La Mauritania si libera dalla tutela politica-economica di Parigi solo a metà
anni '70 con la nazionalizzazione delle miniere e l'ingresso nella Lega araba.
Il presidente Moktar Ould Daddah decide nel 1976 di legarsi al Marocco per annettersi
la parte meridionale del Sahara Occidentale, che viene in effetti occupata dall'esercito
mauritano. Ma questa avventura costa cara al paese, che diventa bersaglio della
guerriglia del Fronte Polisario e viene di fatto occupato dalle truppe alleate
marocchine. Lo scontento della popolazione, contraria all'aggressione contro i
saharawi, si salda con la frustrazione dell'esercito: nel 1979 un colpo di stato
di ufficiali rovescia Daddah e firma la pace con il Polisario, ritirando le truppe
mauritane dal Sahara Occidentale.
Gli anni '80 sono caratterizzati da scontri di frontiera con il Senegal per il
controllo del fiume che segna il confine tra i due stati, e da conflitti etnici
tra le minoranze nere del sud e la maggioranza araba che governa il paese, e di
cui è composto l'esercito, il quale infatti si schiera contro i neri uccidendo
centinaia di persone. Oltre a questo si intensifica la repressione del regime
militare contro le forze politiche d'opposizione.
Nel 1991 il capo della giunta militare al potere, colonnello Maaouiya Ould Sid'Ahmed
Taya (in sella dal 1984), introduce il multipartitismo e indice elezioni che si
tengono nel 1992, e che vengono vinte da lui stesso con brogli e intimidazioni.
L'opposizione protesta e si mobilita. Questo, e la sempre peggiore situazione
socio-economica del paese (dove continua perfino ad essere praticata la schiavitù),
provocano proteste popolari che vengono sanguinosamente represse dalla polizia.
Il governo del presidente Taya (riconfermato al potere nelle successive
contestatissime elezioni) continua a reprimere ogni dissenso, giungendo
fino allo scioglimento, nel 2000 e nel 2002, dei due principali partiti
d'opposizione, e riportando così il paese ad un regime di fatto
monopartitico.
Dopo
essere sopravvissuto a tre tentativi di golpe negli
ultimi due anni, il 3 agosto 2005 durante una viaggio all'estero Taya è
stato rovesciato da una giunta militare con a capo il generale Ely Ould
Mohammed Vall, che ha promesso l'organizzazione di libere elezioni nel
2006. L'incruento golpe non è stato accompagnato da regolamenti di
conti o epurazioni in seno alle Forze Armate e ai vertici politici.
POLITICA
Il rovesciamento del presidente Taya non ha provocato grandi
reazioni a livello internazionale, a riprova di come il regime del
vecchio leader si fosse isolato negli ultimi anni. Dopo aver ricevuto
l'assicurazione che le linee guida in politica estera non cambieranno,
gli alleati della Mauritania (Usa e Israele in primis) non hanno avuto
difficoltà a riconoscere la nuova giunta militare provvisoria che ha
promesso lo svolgimento di libere elezioni nel 2006. Fino a quel
momento il paese rimarrà sospeso dall'Unione Africana.
Il
cambio della guardia al vertice è stato accolto con favore dalla
maggioranza della popolazione e ha aperto uno spiraglio per il
possibile rimpatrio dei numerosi dissidenti politici costretti a
fuggire all'estero negli anni passati.
SOCIETA'
Il 70% della popolazione della Mauritania è costituito da “mori” (nome generico
assegnato alle popolazioni di pastori nomadi del nordest dell’Africa), discendenti
dall’unione di tribù berbere e degli arabi che invasero la regione nel 1644. Ai
mori, che occupavano gli strati sociali più elevati, erano sottoposti gli abitanti
del sud (fulani e soninke), che oggi costituiscono il 30% della popolazione. Sul
territorio sono presenti anche minoranze wolof e bambara.
La densità media è molto bassa e la popolazione si concentra soprattutto a sud
del 18° parallelo.
Il processo di desertificazione, che provoca la continua diminuzione di pascoli
e terre agricole, costringe la popolazione nomade a emigrare e stabilizzarsi nelle
città. La popolazione urbana passa dal 18% del 1972 al 36% del 1985 mentre la
popolazione nomade si riduce dall’83% del 1963 all’attuale 25%. Per far fronte
ad un deficit alimentare di 12 mila tonnellate l’anno, il FMI concede un prestito
di 12 milioni di dollari nell’aprile del 1985, ottenendo come contropartita dal
governo la sottomissione ad un programma economico di aggiustamento strutturale
con condizioni molto dure. Nell’ottobre del 1992 la polizia reprime con durezza
le manifestazioni di protesta sorte in seguito ad un aumento dei prezzi dei prodotti
di consumo fondamentali causato da un nuovo piano di risanamento economico imposto
dal FMI. Nel giugno 1995 i creditori accettano di rinegoziare il debito pubblico
dopo che, nel gennaio dello stesso anno, la popolazione di Nouakchott aveva invaso
la città bruciando automobili e saccheggiando i negozi. Nonostante gli organismi
internazionali siano concordi nell’affermare che il paese ha migliorato il suo
rendimento macroeconomico, gli indicatori sociali continuano a situare la Mauritania
tra i paesi più poveri del mondo.
Le organizzazioni per i diritti umani, nell’ aprile del 1998, chiedono alla Mauritania
di mettere fine alle pratiche di tipo schiavista.
ECONOMIA
La struttura economica della Mauritania è molto arretrata e risente in larga
misura del passato coloniale. L’agricoltura, che occupa il 66% della popolazione
attiva, è fortemente soggetta al ripresentarsi ciclico di periodi di siccità e
non è in grado di soddisfare il fabbisogno interno. I raccolti sono a rischio
anche a causa delle invasioni annuali delle locuste del deserto. Le colture principali
sono sorgo, miglio, mais, datteri e riso (sviluppato in seguito alla costruzione
di canali irrigui realizzati grazie all’apporto cinese).
Una certa importanza ha anche l’allevamento (ovini, caprini, bovini, suini e
cammelli) praticato principalmente da pastori nomadi. Il patrimonio ittico della
Mauritania è tra i più ricchi del mondo. Il settore estrattivo ha subito un forte
calo di produzione in seguito alle azioni dei guerriglieri del Fronte Polisario.
I prodotti estratti sono principalmente rame e ferro. La Mauritania importa dall’estero
(Francia e Spagna) beni di prima necessità, prodotti industriali e combustibili,
fatto che la rende fortemente soggetta alle oscillazioni internazionali dei prezzi.
MASS MEDIA
La libertà di stampa in Mauritania non è garantita. Canali televisivi e radio
sono di proprietà dello stato e direttamente controllati da esso. Di conseguenza
i media sono schierati a favore del governo e l’opposizione ha possibilità di
accesso molto limitate.
La legge sulla stampa prevede la chiusura dei giornali che diffondono notizie
critiche verso l’Islam o che minano l’unità nazionale.
Nel 2000 le autorità hanno impedito le trasmissioni di Radio France Internationale
accusando la stazione di diffondere solo notizie negative sul paese.