Sei dirigenti di miniere di carbone sono stati mandati a processo oggi in Cina
per uno dei peggiori disastri minerari nella storia del paese, costato la vita
a 181 lavoratori. L'agenzia di Stato Xinhua ha riportato i nomi dei direttori
di alcune miniere di Minngong e Huayuan, che non chiusero gli impianti lo scorso
agosto, nonostante le piogge torrenziali e lo stato di elevato pericolo segnalato
dalle autorità.

Nel disastro della provincia di Shandong morirono 181 minatori. Una cifra esigua
rispetto alle 3.800 vittime annuali del dragone nelle miniere di carbone che forniscono
il 70 percento dell'elettricità del paese. La cifra viene contestata dalla ong
Human Rights Watch, secondo la quale le autorità centrali di Pechino mentono sulla vera entità del
problema, che farebbe 10 mila morti almeno in un anno. I sei dirigenti condannati
sono stati accusati di aver tenuto aperte le loro escavazioni, mentre tutte le
altre miniere nella regione, sospendevano i lavori per il persistere del rischio
d'allagamento. Di lì a pochi giorni un fiume nelle vicinanze avrebbe rotto gli
argini e sommerso i minatori, ma le indagini degli ispettori del lavoro avrebbero
constatato l'assenza di alcune norme fondamentali di sicurezza. Tanto che adesso
secondo la Xinhua, sarebbero almeno altri 20 i dirigenti che rischiano una nota
di demerito per il loro comportamento durante l'inondazione dello Shandong.