12/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il generale croato Ante Gotovina a processo all'Aja
E' cominciato ieri all'Aja, in Olanda, il processo contro il generale croato Ante Gotovina, accusato di crimini di guerra e crimini contro l'umanità, in particolare stragi, persecuzioni e deportazioni.
Davanti al Tribunale internazionale per i crimini commessi nella ex Jugoslavia (Tpi), il generale dovrà difendersi da accuse gravissime, in concorso con i suoi due coimputati, altri due generali, Ivan Cermak, 58 anni, e Mladen Markac, 52 anni, che devono rispondere delle stesse accuse.

i manifesti che inneggiano a gotovinaLa Storia alla sbarra. "Questo processo riguarda l'eliminazione forzata dei serbi della regione croata della Krajina e la distruzione della loro comunità nell'agosto del 1995", ha detto il procuratore del Tpi Alan Tieger, in apertura della seduta. Ma è molto di più. Alla sbarra, infatti, per molti serbi ci va anche la storia. Anzi la Storia, con la maiuscola, nel senso di una lettura dei drammatici avvenimenti che dal 1992 al 1995 hanno reso lo scioglimento dell'ex Jugoslavia un bagno di sangue senza precedenti. E che per tanti serbi ha avuto un'unica chiave di lettura: la criminalizzazione della Serbia in quanto tale. Processare Gotovina, e altri ancora, compresi alcuni criminali bosniaci, significa per molti serbi che questo Tribunale tanto contestato cerca davvero di fare giustizia. Uno dei tanti nodi irrisolti del dopoguerra nei Balcani è stato proprio il vittimismo collettivo che hanno vissuto i serbi, che ha finito per ridare fiato ai nazionalisti. Processare un personaggio come Gotovina restituisce al diritto internazionale, reso claudicante dal fatto che gli Stati Uniti in primis non riconoscono una giurisdizione sui crimini di cui dovrebbe occuparsi il Tribunale Penale Internazionale, una credibilità messa a dura prova da Abu Ghraib e Guantanamo, almeno agli occhi dei serbi.

ante gotovinaMa chi è Ante Gotovina? Con una semplificazione si potrebbe rispondere che il generale croato, 52enne, è l'uomo che ha guidato un'offensiva militare che ha obbligato all'esodo almeno 200 mila serbi nel corso del 1995. L'operazione dell'esercito croato, denominata Tempesta, aveva l'obiettivo di riconquistare la regione di Krajina, tenuta dai serbi di Croazia. Franjo Tudjman, leader dell'indipendenza della Croazia e primo presidente della stessa, temeva una secessione della regione croata a maggioranza serba, o che la Krajina si tramutasse nell'equivalente della Repubblica Srpska in Bosnia – Erzegovina, un'entità serba autonoma. A Gotovina, una volta che i serbi erano in rotta, il compito di 'dare una lezione' ai serbi della Croazia, costringendoli ad abbandonare la regione.
Così nasce l'Operazione Tempesta e l'uomo giusto per guidarla non può che essere Gotovina.
Ex combattente della Legione Straniera, in Francia venne condannato per stupro e rapimento. Giusto per capire il tipo d'uomo. Durante la guerra si distinse, appunto, per aver guidato l'Operazione Tempesta e quella nota come Sacca di Medak.

gotovina ai 'bei tempi'Orribile massacro. La prima è anche la più famosa: durò dieci giorni, durante i quali i militari croati saccheggiarono, uccisero, fecero saltare o incendiarono le case dei serbi, massacrando quasi tutti i civili che, per vecchiaia, malattie o altri motivi erano rimasti nelle loro case in Krajina. L'operazione cominciò alle 5 del mattino del 4 agosto 1995 e continuò fino alle ore 18 del 7 agosto. Un esercito croato di 150mila uomini invase e occupò la Krajina, ripulendolo dell'intera popolazione serba che in colonne abbandonò campi e case. Molti restarono morti lungo la strada, mitragliati da terra e dal cielo o vittime di sassaiole e linciaggi mentre attraversavano i territori croati. Sul piano militare l'operazione durò 84 ore, ma la cacciata dal territorio delle popolazioni civili serbe continuò per circa due anni.
Nel 2001, quando è arrivata l'incriminazione del Tpi, Gotovina ha fatto perdere le proprie traccie, contando su potenti appoggi a tutti i livelli. Solo nel 2005, alle isole Canarie, è stato arrestato e tradotto in Olanda. Secondo alcuni, la sua cattura è stato il prezzo che la Croazia ha pagato per l'adesione all'Unione europea. Un prezzo alto, visto che Gotovina è considerato un eroe nel suo paese. Una delle eredità più gravi lasciate dalla guerra è proprio la visione nazionalista della storia che porta un popolo a ritenere un criminale un eroe. E' proprio vero: povero quel popolo che ha bisogno di eroi.
 

Christian Elia

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