29/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La mostra al Mart di Rovereto
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Il lavoro di Chen Zhen messo in mostra al Mart di Rovereto è uno zefiro fresco e sereno che viene d’oltralpe. Oddio qui si potrebbe iniziare a divagare sul donde viene, d’oltralpe o da oltre oceano?
Chen Zhen è un artista cinese morto nel 2000 a Parigi, dove si era trasferito nel 1986, di anemia emolitica. Cosa è? Una malattia che uccide, pare: purtroppo.
È dunque un artista cinese o un artista francese?
In una autointervista lunga, articolata, autoironica e autocritica che è pubblicata sul volume monografico pubblicato in lingua francese e inglese da Gli Ori di Firenze, Chen Zhen conia il termine Transexperience che è una tecnica di viaggiare e soprattutto spostarsi in un luogo mentale distaccato dall’argomento dello stare.
Eh si, ho appena scritto una frase astratta e complicata ma è complicato semplificarla perché tutto nel pensiero di Chen Zhen appare complicato: «I francesi dicono “parla cinese” per sussumere qualcosa di incomprensibile. Io lo prendo come un grandissimo complimento. Ciò mostra che i Cinesi non affrontano i problemi di petto e che incominciano con non affermare niente».
Possiamo tentare di tradurre la mia maldestra definizione di Transexperiences dicendo che nel lavoro di Chen Zhen sembra importante , quando stai in un luogo mentale, il modo in cui tratti il tuo stesso modo di stare.
Il luogo geografico è quindi relativamente poco importante mentre lo è lo sforzo che tu fai per valorizzare quello che stai facendo.
 
table de diagnostic Proviamo a procedere con un esempio. Prendiamo Table de diagnostic, così introduciamo un altro concetto proprio del lavoro di Chen Zhen: convivendo con la propria malattia Chen Zhen lavora sul concetto del vivere il tempo e lo spazio (se ne parlava a proposito di Transexperiences) e tra le altre cose alla fine degli anni Novanta decide di intraprendere un percorso di autoformazione per diventare medico. Cosa vuole dire diventare medico, studiare medicina? no: significa elaborare delle strategie di attenzione e di azione più ancora che di cura. Perché, come diceva Chen Zhen, «quando sei malato è troppo tardi. Bisogna cercare di non essere malato». Eh già, è fantastico, ma piuttosto complicato soprattutto quando soffri di una malattia che ti sta uccidendo. Quali strategie, dunque? Nel caso di Table de diagnostic si tratta di una superficie bianca che in realtà è una base sorretta da gambe in metallo; nella base sono incastrate delle vaschette in metallo, su due file; in ogni vaschetta c’è del liquido e una barra immersa nel liquido in modo però da sporgere fuori dalla vaschetta. In questo ritmo di vaschette si colloca una superficie bianca con delle incisioni e un’altra barra che riesce, pur essendo una e non due barre, a indicare una croce, un segno. Cosa è Table de diagnostic? La parola che più mi convince è «metrica». È una metrica, cioè un sistema indicatore di relazioni tra elementi spaziali: la superficie, i corpi, i solidi. Attenzione però perché Table de diagnostic non è soltanto un segno (la metrica è un indicatore di segno), è anche una realtà, infatti dà insieme l’emozione che dà un quadro, una installazione, uno strumento scientifico, una scultura, un paesaggio.
 
six rootsQuindi si tratta di una realtà autonoma. Infatti succede con le opere di Chen Zhen che non sembrano delle mere rappresentazioni, ma le vivi come delle normali realtà.Un altro esempio: Six Roots. Una branda rovesciata diventa una culla per campanelle di un rosso ottone. Cosa è? una scultura? una installazione? Sembra piuttosto un sogno e il sogno è una realtà.
Quando si dice quindi che la mostra al Mart è uno zefiro fresco e sereno si vuole dire questo: Chen Zhen è un autore classico.
 
Parole chiave: vito calabretta, chen zen
Categoria: Costume