Gli scontri anti-immigrati, scoppiati la scorsa settimana ad Alexandria, nei
pressi di Johannesburg, si sono allargati oggi alla città portuale di Durban,
dove un gruppo di 200 manifestanti armati di bottiglie e bastoni avrebbe preso
d'assalto alcuni negozi ritenuti di proprietà di immigrati nigeriani.

Per il momento, non si hanno notizie di morti o feriti. Il bilancio delle vittime
rimane fermo alle 24 contate fino a ieri, mentre sarebbero circa 10.000 gli immigrati
fuggiti dalle loro case e rifugiatisi in stazioni di polizia e chiese. Oggi, la
situazione sembra migliorata nei dintorni di Johannesburg, ma Jacob Zuma, il presidente
dell'
African National Congress (il partito al potere) non ha escluso l'utilizzo dell'esercito se la situazione
dovesse peggiorare. Gli immigrati (in Sudafrica ce ne sono 5 milioni su 50 milioni
di abitanti) sono visti da parte della popolazione come i responsabili dell'alto
tasso di criminalità e come concorrenti nella ricerca di posti di lavoro. Il Paese
vive una grave crisi economica, con il settore minerario in calo e un tasso di
disoccupazione reale che si ritiene tocchi il 40 percento.