Siamo a giugno e fra poco milioni di persone si metteranno in movimento per raggiungere
le più disparate località turistiche. Una delle mete favorite dai viaggiatori
di tutto il mondo è la Jamaica, splendida isola dei Caraibi, conosciuta per le
spiagge, Bob Marley, la marijuana.
Ma, c'è dell'altro. A Kingstom, la sua capitale, una delle città più violente
al mondo, nel supercarcere esiste un programma di recupero davvero particolare.
I fatti. Si chiama Prison Diares il nuovo progetto di giornalismo partecipativo previsto
dalla Students Expressing Truth (Set) per la casa circondariale di massima sicurezza
di Kingstom. In pratica una sorta di corso intensivo su come si gestisce un blog,
un podcast, un programma radio e addirittura su come ci si relaziona su Second
Life. Scopo del progetto? Dare un futuro ai carcerati insegnando loro un mestiere
e cercare di azzerare il livello di recidiva che in Jamaica sfiora il 55%.
L'idea è venuta una decina d'anni fa a due ex detenuti. Cercavano un modo per
offrire una seconda possibilità a chi aveva sbagliato: solo così sarebbero potuti
tornare a vivere una vita normale senza commettere più reati. E da quando il progetto
ha preso il via sui cento detenuti che vi hanno partecipato nessuno di loro è
rientrato in carcere: un progetto che funziona.
Una mano. I gestori del Set oltre che insegnare ai detenuti le tecniche informatiche fanno
anche dell'altro. Per prima cosa aiutano il detenuto che ha finito di scontare
la pena a trovare un alloggio una volta fuori dal carcere. Non solo: i detenuti
vengono aiutati anche nella ricerca di un lavoro, primo passo per evitare di ricommettere
reati.
Il progetto è piaciuto, e anche molto, pure fuori dai confini jamaicani. Nelgi
Usa infatti, i gestori del Set sono riusciti a coinvolgere anche professori di
Harvard e importanti musicisti. I primi per aiutare i detenuti nella comprensione
del difficile mondo della rete internet. I secondi, come l'etnomusicologo della
Brandies University, Wayne Marshallm, hanno contribuito alla creazione di tre
audio workshop all'interno dei penitenziari e ne l frattempo, per chi fosse interessato,
una radio, che organizza anche programmi settimanali a tema, trasmette 24 ore
su 24 dalle mura del carcere di Tower Street a Kingstom. Dunque, un progetto ben
ideato e ben riuscito. Un progetto che rispecchia la volontà di dare una seconda
possibilità a chi ha sbagliato grazie a uno strumento capace di far evadere: interenet.