13/11/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Altri 12 milioni per la guerra in Afghanistan. La scheda di PeaceReporter

Oggi pomeriggio alla Camera si discute il rifinanziamento ponte delle missioni militari italiane all'estero, ovvero uno stanziamento integrativo per coprire le spese fino al 31 dicembre.
La cifra complessiva è di circa 150 milioni di euro così divisi, in gran parte destinati alla missione Unifil in Libano. La seconda vice di spesa è destinata alla missione Isaf in Afghanistan: oltre 12 milioni di euro che si vanno ad aggiungere ai 337 milioni dello stanziamento annuo approvato lo scorso febbraio.
PeaceReporter ripropone una scheda riassuntiva della missione Isaf e della partecipazione italiana a tale missione.

Soldati italianiL'operazione segreta 'Sarissa'. Dall'estate del 2006 la missione Nato 'Isaf' - cui l'Italia partecipa - è ufficialmente diventata una missione di guerra ai talebani parallela alla missione Usa 'Enduring Freedom'. Da quel momento anche l'Italia è entrata in guerra con l'operazione segreta 'Sarissa' che da allora impegna circa 200 nostri soldati delle forze speciali (Ranger del 4° Alpini, incursori del Comsubin, il 9° Col Moschin e il 185° Rao della Folgore, tutti inquadrati nella 'Task Force 45') in azioni di combattimento coordinate dal Comando centrale Isaf per le Operazioni Speciali di Kabul (che gestisce tutti i contingenti di forze speciali Nato in Afghanistan).
Attualmente sono basate presso il Prt italiano di Herat e presso quello statunitense della provincia di Farah.

DardoIl 'Battle Group' italiano. L'Italia schiera in Afghanistan anche altre truppe da combattimento, vale a dire le tre compagnie (due di Alpini della 'Julia' e una di Bersaglieri della 'Garibaldi': in tutto 300 uomini) che - assieme a una quarta compagnia di paracadutisti spagnoli) compongono il 'Battle Group' del Comando Regionale Ovest di Herat. A rotazione, una compagnia presidia l'avamposto (Forward Operating Base) di Delearam, nella provincia sud-occidentale di Nimruz, un'altra presidia l'avamposto di Bala Murghab, nella provincia nord-occidentale di Badghis, un'altra staziona a Herat come forza di pronto intervento (Quick Reaction Force) e un'altra è a riposo.
Nei prossimi mesi i 'Battle Group' del Comando Regionale Ovest diventeranno due, uno per ogni avamposto.

TornadoLe battaglie e i mezzi degli italiani. Fin dal settembre del 2006 queste le compagnie da combattimento italiane che si sono succedute nell'Ovest hanno preso parte a decine di combattimenti: sia episodiche azioni difensive in risposta a imboscate, che pianificate azioni offensive per la riconquista di territori caduti in mano agli insorti (come la famosa battaglia del Gulistan del novembre 2007).
I mezzi bellici a disposizione del 'Battle Group' italiano sono i cingolati da combattimento Vcc-80 Dardo, gli elicotteri da attacco A-129 Mangusta, gli elicotteri da trasporto e assalto Sh-3d e gli aerei spia Predator.
Sono in arrivo anche quattro cacciabombardieri Tornado che però (almeno sulla carta) potranno essere impegnati solo in missioni di pattugliamento e ricognizione (individuazione obiettivi).

Settemila civili uccisi da Usa e Nato. La guerra in Afghanistan ha ucciso almeno 10 mila civili afgani in sette anni (senza contare le migliaia e migliaia di altri civili 'vittime indirette' del conflitto, ovvero deceduti per carestie ed epidemie causate dalla guerra).
Oltre due terzi di queste vittime civili (circa 7 mila persone) sono state causate da bombardamenti aerei Usa/Nato.
Impossibile calcolare il numero di feriti e mutilati, nell'ordine comunque delle decine di migliaia.

Parole chiave: afghanistan, missione italiana, sarissa
Categoria: Guerra
Luogo: Italia