01/12/2008
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L'Unione Europea è pronta a fare entrare 10,000 rifugiati iracheni, molti dei quali attualmente vivono in Giordania e Siria in situazioni di estrema difficoltà.
L'accordo si è trovato giovedì a Bruxelles, dove i Ministri dell'Interno degli Stati Membri hanno ricevuto un nuovo report sulle condizioni di vita all'interno dei campi di accoglienza per i rifugiati. Verrà data priorità a coloro che necessitano di cure mediche, alle vittime di tortura ed alle minoranze etniche. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha definito la decisione europea come un "passo positivo" e si è impegnato a fare pressione sull'UE nei prossimi diciotto mesi, affinché si riesca ad offrire una maggiore protezione ai rifugiati iracheni. Fino ad ora, solo il 10% dei rifugiati iracheni sotto la tutela dell'UNHCR ha trovato casa nell'Unione Europea, per la maggior parte in Svezia e Olanda. La Svezia nel 2007 ha accolto circa 18,000 iracheni richiedenti asilo, ovvero più della metà del totale degli iracheni entrati nell'UE. La Svezia conta una numerosa comunità irachena all'interno del proprio territorio nazionale (circa 100,000 persone) ma ha invitato anche gli altri membri dell'Unione a far entrare un numero maggiore di rifugiati iracheni. Un gruppo di esperti dell'Unione Europea che ha visitato diversi campi profughi del Medio Oriente ha sottolineato che le condizioni per la maggior parte dei rifugiati stanno peggiorando, poiché i loro risparmi stanno diminuendo e non riescono ad ottenere i permessi di lavoro. La decisione dell'Unione Europea di far entrare nuovi rifugiati però è istituita su base volontaria, e non obbligatoria: dunque è inverosimile che si riesca a modificare sostanzialmente la situazione attuale, secondo le parole del corrispondente della BBC da Bruxelles. Per il momento, la maggior parte dei profughi iracheni hanno trovato accoglienza negli Stati Uniti, in Canada e in Australia.