Il Senato ha pubblicato ieri un rapporto in base al quale l'ex Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld e altri ufficiali statunitensi sono ritenuti colpevoli dei maltrattamenti subiti dai prigionieri delle prigioni di Guantanamo, Cuba e Iraq. In particolare, Rumsfeld è accusato per avere autorizzato tecniche interrogatorie eccessivamente aggressive alla baia di Guantanamo il 2 dicembre 2002; tale autorizzazione è stata da lui stesso revocata sei settimane dopo ma, stando a quanto diffuso dal rapporto Usa, all'interno dei circoli militari statunitensi continuava comunque a circolare la voce dell'approvazione di Rumsfeld nei confronti di queste barbare tecniche di interrogatorio, incoraggiandone l'uso sia in Iraq che in Afghanistan. L'atteggiamento dell'ex Segretario alla Difesa è ritenuto essere "causa diretta degli abusi cui i detenuti sono stati sottoposti". Tali modalità di svolgere gli interrogatori non sono in sintonia con quanto previsto dalla convenzione di Ginevra, in particolare agli articoli 2 e 3, che prevedono delle garanzie minime riguardanti le condizioni di vita dei detenuti. Tali violazioni del diritto internazionale in materia di trattamento dei prigionieri, stando alle parole di John McCain, candidato sconfitto da Barack Obama nella corsa alla Casa Bianca, "non devono ripetersi mai più". In base alle informazioni contenute nel rapporto diffuso dal Senato Usa, gran parte degli alti responsabili dell'amministrazione Bush, tra i quali anche Condoleeza Rice, hanno preso parte alle riunioni riguardanti le tecniche di interrogatorio che sono state autorizzate nel 2002.