05/02/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori della Liverpool School of Tropical Medicine e può rivelarsi molto utile nella lotta alla malattia

Per la prima volta un gruppo di studiosi di scienziati è arrivato a identificare i geni che rendono alcuni tipi di zanzare portatrici di malaria, resistenti agli insetticidi.

Uno dei metodi più usati nei paesi tropicali e subtropicali per combattere la malaria, è quello di spruzzare gli ambienti e le camere da letto con degli insetticidi a base di piretro. Negli anni però si è visto che le zanzare sono diventate sempre più resistenti a questa sostanza. La notizia di oggi, pubblicata sulla rivista scientifica Genoma Research, è che un gruppo di ricercatori della Liverpool School of Tropical Medicine è arrivato ad identificare i geni che rendono le zanzare resistenti a questo repellente. Altri tipi di sostanze chimiche sono disponibili sul mercato, ma richiede molto tempo riuscire a stabilire quali usare a seconda delle zone e delle differenti specie di zanzare. Per questo la scoperta degli studiosi britannici potrebbe rivelarsi molto utile nella lotta alla diffusione della malattia, perché un semplice e veloce test potrebbe permettere di identificare quali specie risultino resistenti agli agenti chimici.

Il metodo seguito dagli studiosi è stato quello di comparare il codice genetico dell’Anopheles funestus, una delle maggiori portatrici del parassita della malaria in larga parte d’Africa, con quello di altre specie, non resistenti agli insetticidi. Il confronto ha portato alla scoperta di quei geni che rendono l’animale in grado di resistere alle tossine. Secondo la dottoressa Hilary Ranson, una delle principali autrici della ricerca, l’utilizzo costante di questi indicatori molecolari potrebbe aiutarci enormemente a mitigare gli effetti, potenzialmente dirompenti, della diffusione della malattia. Ogni anno, infatti, la malaria uccide nel mondo più di un milione di persone. Concorda con lei il dottor Jo Lines, della London School of Hygiene and Tropical Medicine, secondo il quale ci sono buone possibilità di rintracciare le stesse differenze genetiche nella Anopheles gambiae o in altre specie di zanzare responsabili di essere le maggiori trasmettici di malaria in Africa. “Questo è uno studio molto importante – ha proseguito il dottor Lines commentando la scoperta, perché davvero permette di risparmiare tempo, testando la resistenza agli agenti chimici delle zanzare”.

Ma non sarebbe questa l’unica conseguenza della scoperta. “ Ci aspettavamo di trovare differenti geni in specie diverse – ha dichiarato il dottor Charles Wondji, un altro dei ricercatori che ha partecipato allo studio – invece sono molto simili e questa è una novità incoraggiante, perché vincere la resistenza in una specie potrebbe facilmente significare la vittoria anche sulle altre”. Inoltre i geni scoperti non compaiono nella catena umana e questi potrebbe portare alla scoperta di un insetticida in grado di uccidere gli insetti, senza essere dannoso per gli uomini

Categoria: Salute