PARTI IN CONFLITTO
1977-OGGI: negli Stati nord-orientali (Assam, Nagaland, Tripura, Manipur, Mizoram)
combattono diversi movimenti indipendentisti contro l’esercito governativo (appoggiato
dall'esercito Birmano), la polizia indiana e diversi gruppi paramilitari (Commando
Pantere Nere in Assam, Fucilieri dello Stato di Tritura). I guerriglieri del Fronte
Unito di Liberazione di Assam (ULFA), del Fronte Democratico Nazionale del Bodoland
(NDFB), del Consiglio Nazionale Socialista del Nagaland (NSCN), del Fronte Nazionale
di Liberazione di Tripura (NLFT), del Fronte Nazionale Mizo (MNF) sono solo i
principali (tutti sostenuti dal Bangladesh, dal Buthan, dal Pakistan). L’esercito
è appoggiato (secondo fonti del ’95 e del ’97) da Myanmar e Bangladesh.
VITTIME
Oltre 50 mila morti dal 1979.
RISORSE CONTESE
Il controllo politico del territorio è all'origine del conflitto.
FORNITURE ARMAMENTI
Il governo indiano (che produce armi autonomamente) ne riceve da Russia, Francia,
Gran Bretagna, Germania, Olanda, Italia, Israele, Sudafrica, Polonia, Slovacchia;
i gruppi ribelli ricevono finanziamenti dagli indiani espatriati in Malaysia.
Quelli di Assam, in particolare, sono coinvolti nel traffico illecito di armi
e droga e usano armi sottratte dalle caserme di esercito e polizia attaccate.
New Delhi accusa Bangladesh e Buthan di sostenere i ribelli.
SITUAZIONE ATTUALELe regioni a nord-est dell’India, strette tra Bangladesh, Myanmar e Buthan,
vivono in una situazione di povertà e precarietà rispetto al resto del continente
indiano. La creazione nel ’71 del Pakistan e il distaccamento di questo ultimo
del Bangladesh hanno generato tensioni per la perdita di identità culturale e
potere politico dei suoi abitanti, che non si sono mai sentiti “indiani” e accusano
il governo di sfruttare le risorse minerarie della regione senza provvedere all’economia
locale. I molti rifugiati bengalesi aumentano le tensioni tra la popolazione.
La guerriglia si concentra contro i civili di origine indiana e contro le forze
di sicurezza del governo. Nell'ultimo periodo i ribelli dell’ULFA hanno attaccato
violentemente la popolazione indiana dell’Assam causando violenze etniche che
hanno causato almeno 50 morti tra civili e guerriglieri. All’inizio del 2004 le
Forze Armate del Bhutan hanno attaccato i ribelli dell’Assam di stanza in Bhutan
distruggendo alcune loro basi e causando oltre 100 morti. A inizio ottobre 2004
una serie di attacchi in Assam e Nagaland, probabilmente sferrati dall' NDFB e
dall'ULFA hanno provocato oltre 80 vittime.