Il 2015 sarà l'annus horribilis dell'amianto. Lo dice un esperto come il procuratore di Torino Raffaele Guariniello,che ha condotto le più importanti inchieste sulla fibra killer. Manca poco, ormai e le previsioni scientifiche dicono che la mortalità degli operai e di quanti hanno assorbito nel loro organismo l'asbesto, altro nome dell'amianto bianco, toccherà il picco statistico.
Il caso italiano, per non parlare del disastro francese e in altri Paesi dell'Unione, non sembra smuovere le lobby della chimica europea, soprattutto quella tedesca, che ha costruito un asse potente insieme alla Polonia, Bulgaria e Gran Bretagna. E così arriviamo alla decision della Commissione europea. Ci avvisa l'agenzia Redattore sociale, che riportiamo nelle nostre pagine. "Senza troppo clamore, il 25 febbraio scorso la Commissione europea ha fatto approvare agli Stati membri la sua proposta di deroghe per la fabbricazione e l'uso di alcuni componenti industriali contenenti fibre d'amianto crisotilo, senza fissare alcuna data limite. Secondo la Confederazione europea dei sindacati (Ces), questa decisione è frutto del formidabile lavoro di pressione della lobby dell'amianto, guidata a livello mondiale dall'industria canadese, secondo paese al mondo produttore di amianto dopo la Russia, e rappresentata in Europa soprattutto dalla Dow Chemical e da Solvay".
Walter Cerfeda è uno dei dirigenti della Ces. Deluso, quasi mortificato per una decisione che non tiene conto della pericolosità ormai accertata,dolorosamente, di quella fibra, promette un impegno particolare del sinbdacato europeo a dar battaglia in vista di un voto dell'europalramento. Ma la situazione non è facile, compici le elezioni e il rinnoco dell'assemblea di Strasburgo.
"La Commissione europea ha bisgono del parere del Parlamento, entro sei mesi. Il problema è che il parlamento è in scadenza e noi stiamo costruendo una strategia per arrivare a un voto negativo, perlomeno a un parere che si opponga a questa decisione".
Con quali possibilità?
Certo, il tema dell'amianto è un argomento sensibile in campagna elettorale. Potremmo trovare un forte consenso nel denunciare e combattere la decisione della Commissione europea. Ma resta tutto da capire come i metterà all'interno del gruppo socialista (Pse), dove la lobby dei tedeschi è particolarmente agguerrita.
Ma cosa dicono i vostri colleghi del sindacato tedesco?
Abbiamo registrato una vera e propria unione fra governo, industriali e addirittura il sindacato dei chimici. Anzi, c'è stato il paradosso che i colleghi tedeschi si opponevano e rigettavano pubblicamente le linee di azione della Confederazione sindacale europea, esponendosi ancora più energicamente a favore di quanto facessero gli stessi politici o industriali tedeschi. Una posizione ambigua e non comprensibile.
Eppure è scientificamente provata la pericolosità della fibra minerale
Siamo d'accordo, noi. Evidentemente la lobby dell'industria chimica, l'asse che si è formato fra Germania, Polonia, Bulgaria e Gran Bretagna, vede come intoccabili i profitti di quel segmento della produzione industriale.
L'Italia, dalle notizie che ho, ha dato battaglia, insieme a Francia e Olanda. Gli spagnoli si sono dimostrati più ambigui.
Qual è la strategia adesso?
Cercare il voto contrario dell'Europalramento. Se si voterà contro, la Commissione dovrà ritirare questa decisione. Se invece ci sarà solo un parere contrario, la Commissione recepirà gli emendamenti senza l'obbligo di ritirare quel testo
Angelo Miotto