Nel discorso tenuto stamani dal Dali Lama da Dharamsala, in India, in occasione del 50° anniversario della rivolta anticinese del 1959 che lo costrinse all'esilio, ha chiesto l'autonomia per il Tibet e rivolto dure accuse a Pechino.
"Noi tibetani - ha detto - siamo alla ricerca di un'autonomia legittima e significativa che ci permetta di vivere nel quadro della Repubblica popolare della Cina. Io non ho alcun dubbio: la giustizia prevarrà riguardo alla causa tibetana". Il Dalai Lama ha poi accusato la Cina di aver ucciso "centinaia di migliaia di tibetani" in questi 50 anni e di aver gettato gli abitanti della regione "in tali abissi di sofferenza e privazioni da far loro letteralmente provare l'inferno in terra"
Un portavoce del ministero degli Esteri cinese ha affermato che le accuse rivolte a Pechino dal Dalai Lama si basano su "voci" non dimostrate: "La cricca del Dalai Lama diffonde menzogne e confonde il bianco con il nero".
Ieri era stata diffusa la notizia dell'arresto di 109 monaci buddisti avvenuto lo scorso 25 febbraio nel monastero tibetano di An Tuo, nella provincia cinese di Qinghai, dopo una manifestazione celebrativa del Capodanno tibetano.