18/03/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Il leader dell'Anc potrebbe essere scagionato a breve, l'opposizione insorge

 

Nel bene o nel male, è sempre lui a fare notizia. Jacob Zuma, leader dell'African National Congress e grande favorito per le elezioni sudafricane del prossimo 22 aprile, potrebbe essere presto scagionato dalle accuse di frode e corruzione che pendono da anni sulla sua testa e vedere così sempre più spianata la strada verso la presidenza. A darne notizia oggi sono tutti i giornali del Paese, i quali citano fonti interne alla National Prosecuting Authority. Provocando l'ira dei partiti di opposizione, che promettono battaglia.

Il processo per corruzione a Zuma, avviato nel 2007, bloccato una prima volta e poi ripreso, è ormai un tormentone nazionale. Secondo l'accusa, Zuma avrebbe ricevuto una tangente nell'ambito di un accordo tra il governo sudafricano e la compagnia di sicurezza francese Thint. Sembra però che la stessa Npa stia riconsiderando la propria posizione, alla luce del probabile esito del processo. Secondo i giornali sudafricani, la Npa avrebbe in sostanza ammesso di non avere abbastanza prove per incastrare Zuma al termine di un processo che dovrebbe cominciare il prossimo 25 agosto, ma che si preannuncia lungo e difficile. Non così però la pensano i partiti di opposizione: dal Cope di Mosiuoa Lekota alla Democratic Alliance di Hellen Zille, poche ore dopo la fuga di notizie tutti hanno gridato allo scandalo, accusando l'Anc di aver fatto pressioni sulla Npa per affossare il caso.

Che l'opposizione abbia ragione o meno, ora la Npa il fiato sul collo ce l'ha davvero: da un parte l'Anc, che non si fa problemi a paventare problemi di ordine pubblico nel caso il processo proseguisse, dall'altra i partiti di minoranza, che si sono detti pronti a intentare una serie di cause private nei confronti di Zuma se quella pubblica dovesse essere stoppata. Aiutati nelle loro accuse dalla strana vicenda di Shabir Shaik, l'ex-consigliere finanziario di Zuma e primo implicato nella vicenda Thint: condannato a 15 anni di carcere, Shaik è stato scarcerato due settimane fa per questioni di salute, dopo aver trascorso in prigione poco più di tre anni. Una decisione confortata da alcuni referti medici ma che ha provocato un sussulto di diffidenza nel Paese, visto che, una settimana prima di essere scarcerato, il "moribondo" Shaik avrebbe tentato di acquistare una villa miliardaria nei dintorni di Durban, secondo quanto denunciato dal settimanale Mail and Guardian.

Per ora, la Npa si è trincerata dietro un silenzio di facciata, rendendo noto che la posizione di Zuma è al vaglio degli inquirenti e che nessuna decisione è stata ancora presa. Tra il disappunto dei consiglieri di Zuma, che avrebbero preferito maggior riserbo prima dell'annuncio finale. Quale che siano le vere ragioni di una tale mossa, pare proprio che per il leader dell'Anc i problemi giudiziari stiano per finire. L'Anc tirerebbe così un sospiro di sollievo, aggiudicandosi un'elezione che rischiava di essere macchiata da una vicenda che avrebbe messo in pessima luce la presidenza del Paese, a poco più di un anno da una Coppa del Mondo che, per il partito, costituirà una vetrina internazionale fondamentale.

 

Matteo Fagotto

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