Sulla norma salva-manager scritta dal ministero del Lavoro interviene con fermezza il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Siamo in attesa di vedere la nuova scrittura della norma”, ha detto il presidente. “Conosco la questione e l'ho seguita. Anche prima c'era la preoccupazione per quella norma, l'avevamo espressa subito. In ogni caso prendo atto che questa mattina il ministro Sacconi si è dichiarato pronto a riscriverla per evitare interpretazioni che non sono state volute e che sarebbero pesanti anche agli effetti del processo Thyssen”.
La norma in questione è l'articolo 10-bis che è stato aggiunto al Testo Unico del governo sulla riscrittura delle regole per la responsabilità in caso di incidenti sul lavoro. L'articolo, in sostanza, escludeva l'imputabilità dei vertici aziendali, mentre la responsabilità penale ricadeva sulle figure intermedie degli stabilimenti. Se approvata, la norma avrebbe avuto effetto retroattivo. La Fiom Cgil aveva denunciato due giorni fa quella aveva definito una vera e propria 'porcata', sottolineando con i suoi legali – che sono parte civile al processo Thyssen a Torino – che l'intero processo sul rogo sarebbe stato privato degli imputati più importanti, e cioè i vertici italiani e tedeschi dell'industria. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, subito dopo la denuncia della Fiom, si era premurato di dire che quell'articolo non era stato scritto con quelle intenzioni e che, comunque, il testo era emendabile. Oggi il monito, fermo, del Capo dello Stato che vuole una riscrittura dell'articolo 10-bis. La palla passa al titolare del Lavoro e al governo.