10/07/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La decisione presa dalle autorità per evitare gli scontri dei giorni scorsi

Per evitare che si ripetano gli scontri etnici che da giorni stanno animando o Xinjiang le autorità cinesi della città di Urumqi hanno deciso la chiusura delle moschee nonostante oggi, venerdì, sia giornata di preghiera per i fedeli musulmani.
Sulle porte dei luoghi religiosi sono appesi cartelli in cui si invita la popolazione a restare a casa e a pregare all'interno delle proprie abitazioni.
Molti uomini dell'esercito presidiano le strade e in città si vivono momenti di tensione. Anche davanti a una delle moschee più antiche della città, quella di Hantagri, sono presenti almeno un centinaio di poliziotti in assetto antisommossa.
Gli scontri etnici hanno fino a oggi causato la morte di almeno 156 persone. Almeno mille le persone arrestate.

 

Categoria: Diritti
Luogo: Cina