L'alto commissario dell'Onu per i rifugiati, Antonio Guterres, ha condannato le condizioni dei rifugiati saharawi stabiliti a Tindouf e ha denunciato che la comunità internazionale ha "dimenticato" il popolo saharawi.
In una visita agli esiliati originari del Sahara occidentale rifugiati nel sud dell'Algeria più di 30 anni fa, quando iniziò l'occupazione dell'ex-colonia spagnola da parte del Marocco, Guterres ha espresso la sua solidarietà con i rifugiati e si è impegnato a migliorarne le condizioni di vita. "Non esistono soluzioni umanitarie ai problemi umanitari, ma bensì soltanto soluzioni politiche", ha assicurato Guterres evocando il necessario riavvio dei negoziati ufficiali tra le parti dopo il fallimento delle trattative precedenti. Dopo un anno e mezzo di interruzione dei negoziati ufficiali, lo scorso agosto durante i colloqui informali tenuti a Vienna le parti si sono impegnate ad incontrarsi nuovamente per sbloccare il processo negoziale. In conformità alla risoluzione 1474 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, i saharawi rivendicano un referendum attraverso il quale far valere il diritto all'autodeterminazione, mentre il governo marocchino è disposto a concedere alla regione soltanto un'autonomia amministrativa e politica.