Porre fine alla cultura dell'impunità. Nonostante le intense attività diplomatiche di Benjamin Netanyahu, il rapporto Goldstone è stato approvato dal Consiglio dei diritti umani dell'Onu (Un Hrc): 25 voti a favore, 6 contrari (tra cui Usa e Italia), 11 astenuti e 5 non votanti (tra cui Francia e Gran Bretagna). Il voto di per sé invita semplicemente il Consiglio di Sicurezza Onu a trasferire la competenza sui crimini compiuti da Israele e Hamas alla Corte Criminale Internazionale dell'Aja (Icc), qualora entro sei mesi le due parti in conflitto nell'operazione Piombo Fuso dello scorso dicembre non abbiamo portato a termine indagini indipendenti e interne sulle accuse di crimini di guerra e contro l'umanità. Di fatto, però la risoluzione adottata esplica delle pesanti conseguenze sui rapporti tra Israele e Autorità Palestinese. Gli analisti di Debka File, un sito israeliano molto vicino a governo e servizi segreti israeliani, ritengono che la risoluzione adottata oggi avrà un effetto devastante sul processo di pace. Addirittura "lo seppellisce". Israele, infatti, non rinuncerà mai al suo diritto di autodifesa e ha bollato la risoluzione e lo stesso rapporto Goldstone come un provvedimento "a senso unico, anti israeliano e favorevole ai terroristi". Navy Pillay, l'Alto commissario Onu, presidente del Consiglio per i diritti umani ha preso una posizione molto netta sostenendo che "era giunta l'ora di porre fine alla cultura di impunità che da sempre prevale in Israele e nei Territori palestinesi".
Lobby e diplomazia. Netanyahu ci aveva provato con tutti i mezzi, Francia e Gran Bretagna avevano chiesto uno slittamento del voto. Tutto per convincere gli indecisi a schierarsi al fianco di Tel Aviv. Hamas ha invece plaudito all'esito della votazione e ha auspicato che questo provvedimento non cada nel nulla ma che serva a creare un nuovo punto di partenza nell'affermazione dei diritti dei palestinesi. Il delegato Usa Douglas Griffiths ha aderito alle posizioni di Israele criticando la risoluzione, che non si è limitata al solo rapporto Goldstone ma ha fatto riferimento anche agli ultimi comportamenti di Israele a Gerusalemme Est. Gli Stati Uniti, come riferito da Griffiths in una nota, avrebbe preferito che la questione fosse stata risolta all'interno della cornice in cui si svolgono le trattative in corso tra Israele e Autorità Palestinese. Trattative che ora sono seriamente compromesse.
La tranquillità di Israele. È presumibile che Israele non darà avvio alle indagini così come richiesto dalla risoluzione. A riguardo dovrebbe essere premonitrice una dichiarazione ufficiale del ministro della Scienza, Daniel Herschkowitz, secondo cui "è un vero peccato che l'Onu abbia reso irrilevante il suo ruolo". Ciò vorrebbe dire che Olmert, Livni e i comandi dell'esercito (così come pure i vertici di Hamas) potrebbero essere processati per crimini di guerra, "per aver fatto ricorso a una forza sproporzionata, per aver colpito deliberatamente i civili, per aver usato i palestinesi come scudi umani e per aver distrutto infrastrutture civili. Ma difficilmente accadrà, dal momento che arriverà puntuale, al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, l'ostruzione degli Stati Uniti.
Nicola Sessa