Sono 43 i casi accertati, ma le sparizioni potrebbero essere molte di più. Abbiamo paura anche solo a cercarli: si intitola così il rapporto di Human Rights Watch che denuncia la scomparsa di decine di uighuri dalla regione dello Xinjiang. Tre mesi sono passati dai disordini di luglio a Urumqi, ma ancora mancano all'appello decine di uomini e ragazzi dopo gli arresti in massa delle autorità cinesi.
"Hanno detto a tutti di uscire dalle case. Hanno messo donne e anziani da una parte, e gli uomini, dai 12 ai 45 anni, allineati contro il muro". Le parole di Aysanam testimoniano l'operato della polizia, che ha sistematicamente arrestato chi è stato trovato ferito o fuori di casa al momento delle sommosse. E molte di queste persone risultano ancor oggi irrintracciabili: i casi illustrati da Hrw sono probabilmente "solo la punta dell'iceberg".
Il direttore di Human Rights Watch per l'Asia, Brad Adams, invita la comunità internazionale a sollecitare la Cina per ottenere "risposte chiare su quello che è successo alle persone scomparse. Il governo cinese dice di rispettale la legge, ma far sparire le persone non è il comportamento adatto ad una nazione che aspira alla leadership globale".