I negoziati di adesione dalla Croazia all'Unione Europea potrebbero nuovamente venire bloccati. Per l'ammissione dell'ex repubblica jugoslava all'Europa è necessaria la firma dell'accordo sulle modalità della delimitazione nel Golfo di Pirano, nell'Adriatico settentrionale. A lanciare l'allarme è stata la premier croata Jadranka Kosor che ieri sera non è riuscita ad ottenere l'appoggio per il compromesso frontaliero, raggiunto in settembre, dall'opposizione di centro-sinistra, guidata dal partito socialdemocratico (Spd). Per Zoran Milanovic, capo della Spd, l'espressione "contatto della Slovenia con il mare aperto"è molto ambigua dal punto di vista legale. I membri della Spd temono infatti che il compromesso apra la strada alla cessione di circa duecento chilometri quadrati di acque territoriali croate alla Slovenia. Milanovic non ha escluso la firma dell'accordo ma vuole prima sentire l'opinione del presidente della repubblica, Stipe Mesic, e di alcuni esperti di diritto internazionale.
Nel caso in cui il compromesso venga votato in parlamento dalla maggioranza dei due terzi, verrebbe istituito un arbitrato internazionale che dovrebbe giudicare la situazione, partendo però dal presupposto che la Croazia conceda alla Slovenia uno sbocco sul mare aperto.