Dopo aver ricevuto notizie dall'ambasciata statunitense a Port au Prince, un portavoce del dipartimento di Stato Usa ha fatto sapere che il terremoto ha "causato danni molto significativi" e un alto numero di vittime.
Il devastante sciame sismico, nove fortissime scosse fra i 4.5 e i 7 gradi della scala Richter in sole tre ore, ha diffuso terrore fra la popolazione che si sta riversando per le strade impaurita.
"I morti si conteranno a centinaia" ha detto all'Afp un medico ferito a un braccio. La capitale è immersa in un'enorme cappa di polvere. Le strade sono sommerse di macerie. Sono decine gli edifici crollati. In questo momento sono interrotte tutte le comunicazioni verso l'isola. L'ambasciata italiana nella Repubblica Dominicana, però, è riuscita a contattare brevemente il vice console onorario a Port au Prince, Joanny de Matteis, che ha spiegato di non essere in grado di quantificare i danni causati dal sisma nell'area dove si trova la sua casa.
Moltissimi operatori delle Nazioni Unite risultano dispersi, dopo il crollo del palazzo della missione Onu. Rachmani Domersant, manager della Ong "Food for the Poor" ha così descritto la situazione: "L'intera città e al buio, ci sono migliaia di persone in strada che non sanno dove andare, la gente corre di qua e di là, e si odono pianti e urla disperate. Io credo che la tima fatta sulle presunte vittime sia largamente sottomisura".
Alcuni testimoni hanno fatto sapere che la prima scossa, di magnitudo 7, avrebbe scosso la terra per più di un minuto. Così anche nella Repubblica Dominicana e in Giamaica. A Cuba la scossa è stata avvertita in tutta la regione orientale.
Semidistrutta anche la sede della Minustah, la Missione di Stabilizzazione delle Nazioni Unite presente sull'isola dal 1° giugno 2004.