La madre di Alexandros Grigoropoulos, il quindicenne ucciso nel dicembre 2008 da due poliziotti ad Atene, ha rivolto un appello al premier ellenico Giorgio Papandreou e al ministro della Giustizia Haris Kastanidis per chieder loro di riportare ad Atene il processo agli assassini che si apre domani ad Amfissa.
Il processo ai due agenti previsto per il 15 dicembre ad Atene, è stato rinviato al 20 gennaio e spostato nella cittadina di Amfissa, 150 chilometri a nord della capitale, per evitare che si svolgesse a ridosso del primo anniversario dell'uccisione di Grigoropoulos. Questo ha di fatto provocato dimostrazioni e incidenti ad Atene e Salonicco, anche se meno gravi di quanto si era temuto. Per domani tuttavia è attesa una manifestazione ad Amfissa di studenti e anarchici in occasione dell'apertura del processo, mentre nelle ultime settimane gli attentati, due dei quali contro il parlamento e il ministero dell'informazione, si sono intensificati. Gina Tsakalian, la madre della giovane vittima, aveva già chiesto inutilmente alle autorità giudiziarie di riportare il processo ad Atene, considerato che molti testimoni non avrebbero potuto recarsi ad Amfissa, e lei stessa era impedita dal fatto di dover assistere una madre inferma di 86 anni. Negli ultimi giorni la donna ha inviato lettere a Papandreou ricordandogli il suo impegno a favore della giustizia e della trasparenza, e a Kastanidis per chiedere loro di intervenire per trasferire il processo nella sua sede naturale, cioè nella capitale.