24/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



L'esercito utilizza i videogames per farsi pubblicità e accusa gli editori di copiare i suoi spot.

L'Esercito francese è investito da polemiche e lamentele per la pubblicità occulta a fini di reclutamento inserita all'interno di alcuni videogiochi. I responsabili della comunicazione dell'Esercito sostengono però che si tratti di pubblicità lecita; tuttavia in alcuni videogiochi è visibile solo scorrendo lentamente le immagini, dunque si tratterebbe di una forma subdola di comunicazione, una sollecitazione rivolta principalmente al giocatore inconscio, come hanno denunciato alcuni utenti. Tali pubblicità, peraltro, appaiono non soltanto nei giochi violenti o di guerra, ma anche in altre tipologie, come i giochi di "virtual racing", gare automobilistiche e rally. Le polemiche non si sono placate, soprattutto dopo che sui muri delle metropolitane di alcune città francesi sono comparsi cartelloni pubblicitari a tratti inquietanti. Da un lato, una "vera" campagna di reclutamento dell'esercito, dall'altro la pubblicità di un gioco di strategia e di guerra che utilizza immagini molto realistiche. Il paradosso è che adesso le forze armate lamentano una sorta di concorrenza sleale da parte degli editori di giochi elettronici; l'esercito rivendica il successo delle proprie campagne pubblicitarie, che ora sarebbero "copiate" dai videogames, quando in verità è stato l'esercito a servirsi per primo degli spot occulti nei videogiochi. Sembra comunque che l'Esercito e la Electronic Arts, il principale editore coinvolto nella querelle, potrebbero risolvere la questione, se saranno ritirate le discusse campagne pubblicitarie.

Categoria: Bambini, Guerra, Media
Luogo: Francia