Il ministro degli Esteri indiano S.M. Krishna il prossimo 15 luglio andrà in Pakistan su invito del ministro degli Esteri pakistano S.M. Qureshi. Lo riportano fonti ufficiali di Islamabad. La decisione arriva dopo un colloquio telefonico fra i due ministri durante il quale è stata decisa la ripresa del "dialogo bilaterale composito", sulla base delle indicazioni date nell'incontro tra i premier dei due paesi, l'indiano Manmohan Singh e il pakistano Yusuf Raza Gillani, il 29 aprile scorso in Bhutan.
Il ministro indiano degli Esteri Krishna si è augurato che "i colloqui riavvicinino i due Paesi". Si tratta di un processo di pace molto complesso, interrotto più volte. L'ultima risale all'attacco di Mumbai per il quale la scorsa settimana è stato condannato a morte un terrorista pachistano. Da allora il governo di New Delhi ha rifiutato ogni dialogo accusando Islamabad di fomentare la jihad contro l'India e di non consegnare alla giustizia i capi di un'organizzazione estremista islamica considerati i mandanti della strage del 2008.
Adesso invece si stanno aprendo nuovi spiragli di pace. In una conferenza stampa simultanea a Islamabad, il ministro degli Esteri pachistano Qureshi ha fatto appello per "cercare nuovi modi per ricucire il clima di fiducia e per creare un'atmosfera favorevole per far avanzare il processo di pace". Intanto, il ministro degli Interni indiano, Palaniappan Chidambaram, intanto, si recherà a Islamabad il 26 giugno per un incontro dell'associazione economica regionale della Saarc. Sempre in quella occasione si incontreranno anche i rispettivi segretari agli Esteri con lo scopo di preparare l'incontro di luglio tra i due capi delle diplomazie.
I mass media indiani sono convinti che i negoziati riprenderanno la formula abbandonata 17 mesi fa che prevedeva le discussioni su diversi oggetti di contesa, tra cui un trattato sulla condivisione delle risorse idriche, la libera circolazione di persone e merci e le dispute sui confini, tra cui quella più spinosa relativa alla regione himalayana del Kashmir.