17/05/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



In questi giorni a Madrid, Europa e America Latina cercheranno di chiudere e concretizzare accordi commerciali da anni in fase di stallo

In questi giorni a Madrid, Europa e America Latina cercheranno di chiudere e concretizzare accordi commerciali da anni in fase di stallo. La grave crisi che ancora soffoca i paesi del Vecchio Continente li ha, infatti, spinti a mostrarsi più aperti verso i latinoamericani che invece ne stanno uscendo a testa alta e prima del previsto. Secondo il Fondo monetario internazionale, infatti, la stima di crescita per il 2010 è del quattro percento.

La presidenza spagnola dell'Unione europea si è molto impegnata nella preparazione di un incontro che punterebbe a inserire Caraibi e America Latina nel "cuore dell'Europa", per usare le parole della vicepresidente spagnola María Teresa Fernández de la Vega. E per convincere i paesi latinoamericani a stringere rapporti vantaggiosi con l'Ue, c'è pronto un fondo di concessioni pari a 110 milioni di euro da investire in infrastrutture di ogni ordine e grado.
Ma se di solito, pur di stringere accordi succulenti, si glissa su condizioni fondamentali quali il rispetto dei diritti umani nel paese partner commerciale, questa volta l'Ue pare avere tutta l'intenzione di non chiudere gli occhi. E così, Spagna in testa, si pressa per l'approvazione della cosiddetta clausola trasversale che permetterebbe all'Unione europea di sospendere l'accordo in caso di violazioni dei diritti umani o di eventuali colpi di stato nei paesi firmatari.

A presentarsi di difificile soluzione sono le questioni agricole, in particolare l'apertura del mercato centroamericano ad alcuni prodotti, fra cui il tessile e i latticini. Se ne discuterà mercoledì. Le questioni agricole sono sempre le più delicate, dato che paesi come Irlanda, Grecia, Austria, Ungheria, Lussemburgo, Polonia e Finlandia, con la Francia in testa, sono convinti che concludere un accordo e dare il via libera ad accordi agricoli potrebbe pregiudicare seriamente i prodotti europei. L'accordo fra Ue e Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay) è infatti fermo dal 2004. Da qui la necessità che la negoziazione di questi giorni sia ben strutturata e punti su le larghe vedute, visto che la Commissione europea stima che l'accordo con il Mercosur porterebbe ai Ventisette un beneficio annuale di 4500 milioni di euro per l'aumento dell'export.

A rappresentare l'Unione europea in questo incontro ci saranno il presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy; quello dalla Commissione europea, José Manuel Durao Barroso, e il presidente di turno del Consiglio dell'Unione europea José Luis Rodríguez Zapatero.
Altre tematiche centrali saranno l'uscita dalla crisi economica, la lotta contro i cambiamenti climatici e la ricostruzione di Haiti. Assente dall'agenda la situazione dell'Honduras e le diverse posizioni tenute dai paesi latinoamericani verso il governo di Porfirio Lobo, che molti considerano illegittimo in quanto espressione di elezioni orchestrate dai golpisti. Una decina di paesi, infatti, capeggiati dal Brasile, avevano minacciato a inizia maggio ce non avrebbero raggiunto Madrid se Lobo avesse partecipato al Summit Ue-America latina e Caraibi. Posizione che ha convinto Lobo a non partecipare a quell'appuntamento e ad arrivare un giorno dopo per partecipare invece al meeting con il Centroamerica. La Spagna ha infatti da tempo normalizzato i rapporti con questo contestato governo, premiando i gesti di buona volontà compiuti - secondo gli spagnoli - dal presidente. Primo fra tutto l'istituzione della Commissione della Verità. Punto dolente resta comunque anche per Madrid il caso Manuel Zelaya, il presidente cacciato dal colpo di stato al quale ancora non è dato rientrare in patria senza rischiare l'arresto. Poco importa se nel paese continuano le violazioni dei diritti umani, gli omicidi politici, il soffocamento della libertà di stampa e di espressione. In pochi mesi sono stati uccisi sei giornalisti antigovernativi, nove ambientalisti e molti attivisti del Fronte contro il colpo di Stato.

Altri assenti saranno Hugo Chavez, ufficialmente per impegni presi in precendenza, José Pepe Mujica, per problemi di salute e Raul Castro, che mai prende parte a questi summit e che si farà rappresentare dal ministro degli esteri Bruno Rodriguez. Per l'Europa mancherà Silvio Berlusconi, per precedenti impegni. In dubbio anche il neo premier britannico David Cameron, e il greco Yorgos Papandreu.

A conclusione dell'incontro, martedì, sarà lanciata anche la Fondazione Eurolac, un'idea venuta da Zapatero nel summit di Vienna del 2006, che cerca di incorporare la società civile nell'intento di stringere le relazioni bilaterali fra i due blocchi.

Stella Spinelli

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