28/05/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo italiano è messo all'indice per le politiche migratorie

É stato presentato ieri, presso l'Associazione della Stampa Estera di Roma, il Rapporto Annuale di Amnesty International che traccia un quadro sul rispetto dei diritti umani nel mondo nell'arco di tempo compreso tra gennaio e dicembre 2009. Il rapporto segnala violazioni in 159 paesi e accusa i governi di anteporre i propri interessi politici al rispetto della giustizia internazionale. "L'ingiustizia prospera condannando milioni di persone a una vita di violazione, oppressione e violenza - ha spiegato Christine Weise, presidente della Sezione italiana dell'associazione. "I governi dovrebbero assicurare che nessuno si ponga al di sopra della legge", ha aggiunto Weise. Amnesty International ha richiesto agli stati di ratificare la propria adesione alla Corte penale internazionale e assicurare che i crimini di diritto internazionale siano puniti. Per i paesi del G20 che si propongono come leader globali, queste raccomandazioni sono ancora più rilevanti.

Dal rapporto emerge che 111 paesi sono colpevoli di aver perpetrato torture e maltrattamenti, in 55 Paesi si celebrano processi iniqui, in 96 paesi sono in vigore restrizioni della libertà di stampa in almeno 48 paesi sono imprigionati dissidenti politici. Amnesty International segnala che il Consiglio dell'ONU ha infranto i diritti umani dei cittadini dello Sri Lanka, votando una risoluzione in cui si sottolineava che lo scontro tra Tigri Tamil e governo, che ha causato moltissime vittime civili, è una questione di politica interna su cui la comunità internazionale non è tenuta a pronunciarsi. Tra i Paesi finiti nel mirino dell'organizzazione, rientra la Cina, accusata per la violenta repressione della minoranza uigura nello Xiniang dello scorso anno, la Russia per non aver trovato i colpevoli dell'uccisione di giornalisti, attivisti e oppositori politici e Israele e Palestina per non aver accettato l'analisi del Rapporto Goldstone sulle responsabilità nel conflitto di Gaza. L'Amministrazione Obama, secondo il rapporto, è colpevole di non avere ancora chiuso la prigione di Guantanamo entro lo scorso gennaio, come aveva annunciato.

Amnesty International ha lanciato un appello particolarmente forte al governo italiano per abolire il reato di 'immigrazione clandestina'. "Le autorità italiane hanno messo a repentaglio i diritti di migranti e richiedenti asilo, lasciandoli in mare per giorni senza acqua e cibo", si legge nel rapporto. Bocciata anche l'assenza del reato di tortura nel codice penale italiano, che si sarebbe potuto applicare al caso di Stefano Cucchi, morto dopo una settimana di detenzione per sospetti maltrattamenti e abusi da parte delle forze dell'ordine. E' inaccettabile, secondo l'organizzazione per i diritti umani, anche la condizione dei rom italiani, "vittime di sgomberi forzati illegali a Roma e Milano, e a cui è impedito un equo accesso all'istruzione, all'alloggio, alle cure sanitarie e all'occupazione." Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha rispedito al mittente le critiche. "L'Italia è certamente il Paese europeo che ha salvato più persone in mare", ha dichiarato Frattini. Il ministro ha definito indegne le accuse di Amnesty International. Laura Boldrini, rappresentante dell'Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr) ha lodato l'impegno degli italiani nelle operazioni di salvataggio, ma ha anche ricordato che dal 6 maggio 2009 l'Italia respinge in Libia gli immigrati irregolari, incluso chi avrebbe diritto a richiedere l'asilo politico come i migranti provenienti da Somalia e Eritrea.