22/06/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La decisione è stata presa dopo mesi di pressioni diplomatiche da parte di Washington

La Cina rivalutarà dello 0.43 percento la moneta nazionale, il renminbi-yuan, stabilendo maggiore flessibilità rispetto al dollaro statunitense con cui finora era in vigore un rigido regime di cambio. Gli analisti riferiscono che la Cina non rivaluterà la sua moneta in maniera decisiva per non rallentare la crescita dell'economia nazionale, basata sulle esportazioni. La banca centrale cinese, infatti, ha annunciato che intende mantenere la moneta su una traiettoria stabile.
Il cambiamento nella politica monetaria cinese precede l'attesa riunione del G-20, prevista a Toronto (Canada) per la fine di questo mese. "Il premier Hu Jintao arriverà a Toronto con la prova tangibile di aver iniziato la rivalutazione del renminbi-yuan, incrementando la flessibilità della moneta", ha dichiarato Brian Jackson, portavoce della Royal Bank of Canada di Hong Kong. La Cina è sotto pressione della comunità internazionale, soprattutto da parte di Stati Uniti e India, che spinge per una rivalutazione della moneta. Gli Stati Uniti, in particolare, accusano il paese asiatico di voler mantenere bassa la valuta per essere maggiormente competitivo sul mercato internazionale. A causa della crisi economica, il valore dell'euro è sceso del 17 percento quest'anno rispetto al dollaro ed è diminuito anche rispetto al renminbi-yuan che è diventato meno competitivo. L'Europa è il principale punto di arrivo delle esportazioni cinesi e il declino dell'euro potrebbe causare delle preoccupazioni per la banca centrale di Pechino. In futuro, se il renminbi-yuan dovesse smettere di essere vincolato al dollaro, potrebbe adottare un legame con più di una valuta.

 

 

 

Parole chiave: Cina, rivalutazione moneta, G-20
Categoria: Politica, Economia
Luogo: Cina