23/06/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Vince ma non sfonda il sì al referendum che si è svolto ieri allo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli: un voto che è servito ai lavoratori per esprimere il proprio consenso all'intesa siglata lo scorso 15 giugno tra la Fiat e la sigle sindacali, eccetto la Fiom, la Federazione impiegati operai metallurgici affiliata alla Confederazione generale italiana del lavoro (Cigl). I sindacati si dicono soddisfatti del 62 percento dei consensi circa conquistato dal sì mentre il ministro Maurizio Sacconi afferma che 'adesso il paese è più moderno'. Ma nella fabbrica campana della Fiat sono tutti consapevoli che a pesare nel prossimo futuro sarà anche il 36 percento raggiunto dal fronte del no. Ora è tutto nelle mani della Fiat e qualcuno, come la Fiom, teme che l'azienda possa giocare sulla percentuale negativa registrata nella consultazione per tirarsi indietro e negare gli investimenti, ovvero i 700 milioni per il progetto nuova Panda a Pomigliano. Poco dopo i primi scrutini, che in verità sembravano profilare una vittoria del sì con oltre il 76 percento, il ministro del Lavoro Sacconi aveva esortato la Fiat a riconoscere che "vi sono tutte le condizioni per realizzare il promesso investimento in un contesto di pace sociale". Tuttavia, la Fiat potrebbe avere ripensamenti sul trasferimento della produzione della Panda dalla Polonia. Il Lingotto si aspettava una percentuale di favorevoli più vicina all'80 per cento.

 

Categoria: Diritti, Economia
Luogo: Italia