07/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Lo Xinjiang appare sempre più come una pedina nello scacchiere centroasiatico

Urumqi poliziaA un anno dai disordini di Urumqi, qualcosa si muove in Xinjiang.
Nessuna riedizione degli incidenti che il 5 luglio 2009 provocarono centonovantasette morti e oltre milleseicento feriti, perché la polizia e 40mila telecamere controllano le strade. Ma alcune notizie rivelano che Pechino non abbassa la guardia.

Già a maggio, l'ufficio di pubblica sicurezza della municipalità di Urumqi aveva istituito un'unità speciale della polizia denominata "Squadra delle Tigri Volanti", con il compito specifico di combattere il terrorismo, liberare ostaggi e intervenire in caso di attentati.

Il 3 luglio, con l'approssimarsi dell'anniversario della rivolta uigura, Cina e Pakistan hanno poi avviato esercitazioni militari congiunte. L'operazione "Amicizia 2010" - questo il nome del progetto - si svolge nella città cinese di Qingtongxia, nella regione autonoma del Ningxia, anch'essa a maggioranza islamica (Hui) come lo Xinjiang.
Alle esercitazioni partecipano circa cento membri di corpi speciali per ognuno dei due Paesi, coadiuvati dall'aviazione cinese. E' la terza volta che gli eserciti di Cina e Pakistan fanno esercitazioni congiunte.

Ma c'è dell'altro. Il 24 giugno, nello stesso giorno in cui "Amicizia 2010" è stato annunciato ai media, la polizia cinese ha comunicato di avere sgominato una cellula terroristica appartenente all'Eastern Turkistan Islamic Movement (Etim), l'organizazione separatista che secondo Pechino è collegata alla dissidente uigura Rebiya Kadeer, leader in esilio (negli Usa) del Congresso Mondiale Uiguro.

Wu Heping, portavoce del ministero di Pubblica Sicurezza, ha in quell'occasione specificato che l'operazione ha portato all'arresto di dieci terroristi e al sequestro di esplosivo artigianale.
I leader della cellula sarebbero il 42enne Abdurixit Ablet e il 33enne Imin Semai'er, entrambi in stato di detenzione.
Il Movimento Islamico del "Turkestan Orientale" - nome uiguro dello Xinjiang - è dal 2002 classificato come gruppo terrorista anche dagli Stati Uniti e dall'Onu.

Nei giorni immediatamente successivi, il generale Ashfaq Parvez Kayani, capo di stato maggiore dell'esercito pachistano, si è recato a Pechino per colloqui nei quali i due Paesi hanno riaffermato il proprio coordinamento in materia di sicurezza e sul piano strategico.
Il 6 luglio, il presidente del Pakistan Asif Ali Zardari è arrivato nella capitale cinese per una serie di colloqui con Hu Jintao e il premier Wen Jiabao.

Secondo i media cinesi l'avvicinamento militare e politico tra i due Paesi è giustificato dal fatto che terroristi uiguri si starebbero organizzando e addestrando in Pakistan. Il 5 luglio, nel ripercorrere i disordini di Urumqi di un anno prima, China Daily ha ricordato che "l'Etim ha collaborato con i talebani e Osama bin Laden", rivelando poi l'esistenza di un "battaglione cinese" di circa 320 uiguri tra gli insorti filo-islamici.

Tutto lascia comunque intendere che la carta Xinjiang faccia parte di un gioco geostrategico più ampio in cui stiamo assistendo a un progressivo avvicinamento tra Cina e Pakistan.
il questo quadro, il terrorismo è uno dei temi sul tavolo, ma non l'unico.
Pechino sta adoperandosi affiché Islamabad entri a tutti gli effetti nella Shanghai Cooperation Organisation (Sco), organizzazione in cui per ora il Pakistan è solo "osservatore".
La posta in palio è il riequilibrio dei rapporti di forza in Asia, dove la Cina, con la presenza Usa in Afghanistan, si sente accerchiata. Per il governo pachistano si tratterebbe invece di controbilanciare i sempre più frequenti ammiccamenti tra India e Stati Uniti.

Urumqi, la polizia pattuglia le strade - Guarda la fotogallery

Gabriele Battaglia

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità