30/07/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Miliziani stranieri e una nuova strategia. Al Shabaab cambia pelle e si avvicina alla galassia qaedista. Un report di Amisom lancia l'allarme

Si allunga e si fa più nitida l'ombra di Al Qaeda dietro la milizia islamica che si sta prendendo quasi tutta la Somalia. All'inizio erano voci, sospetti. Adesso cominciano a circolare i primi rapporti redatti dall'intelligence di Amisom, la missione dell'Unione Africana che da tre anni assiste da testimone impotente alla crescita di Al Shabaab ma soprattutto alla sua inquietante mutazione.

Documenti riservati, letti e ripresi dal quotidiano keniota The East African, grazie probabilmente alla mediazione dei servizi di Nairobi, che in tema di radicalismo islamico nell'Africa orientale possono contare su un archivio notevole. Stando a quanto scritto dagli analisti, la situazione è preoccupante. Al Shabaab cambia pelle e diventa qualcosa di diverso, di più pericoloso. Lo dimostrano la caratura di certi personaggi che hanno scalato posizioni all'interno del gruppo, nonché il cambio di strategia, di cui il duplice attentato suicida dell'11 luglio sarebbe una dimostrazione. Il primo nome che ha fatto suonare i campanelli d'allarme è quello di Fazul Abdullah Mohammed, vecchia conoscenza dell'antiterrorismo americano, keniota e tanzanese, visto che fu uno dei responsabili del doppio attentato del maggio 1998 alle ambasciate americane a Nairobi e Dar es Salaam, rispettivamente 200 e 11 morti. Sicuramente meno famosi ma non per questo meno temibili gli altri personaggi che, a partire dagli inizi del 2009, hanno cominciato a fare strada in Al Shabaab. Lo sceicco saudita Mohammed Abu Faid, che sarebbe il responsabile finanziario della formazione, l'uomo incaricato di raccogliere fondi e deciderne la spesa, Abu Suleiman Al-Banadiri, somalo di origine yemenita, discendente del nume tutelare della milizia, Ali Godane. E poi ci sono Abu Musa Mombasa, pakistano arrivato in Somalia per sostituire Saleh Ali Nabthan, il responsabile dell'addestramento e della sicurezza, ucciso in un raid americano. Allo statunitense Abu Mansur al-Amriki spetterebbe invece la gestione dei fondi riservati per lo spostamento di uomini armati chiamati dall'estero. Ed è proprio questo il particolare che più preoccupa l'intelligence. Al Shabaab non avrebbe più nulla a che fare con la scheggia somala nata dal collasso delle Corti Islamiche ma sarebbe diventata una formazione eterodiretta. È somalo Abdifatah Aweys Abu Hamsa, ma si è formato in Afghanistan ed è l'eminenza grigia della Brigata di Al Quds, fondate nel novembre 2009, dov'è uno dei comandanti più alto in grado mentre il sudanese Mohamoud Mujajir sarebbe il responsabile del reclutamento dei martiri da mandare a farsi esplodere. Ecco, gli attentati suicidi: sono una dimostrazione di quanto Al Shabaab stia cambiando pelle e spiegano anche il perché del duplice attentato in Uganda. Secondo l'intelligence di Amisom, la milizia starebbe perdendo consensi in Somalia: l'imposizione del velo integrale per le donne, la messa al bando delle partite di calcio, l'uccisione di civili innocenti in attentati come quello del febbraio scorso, quando fu attaccata una cerimonia di laurea (19 morti), hanno alienato la simpatia e il sostegno della popolazione, legata tra l'altro ad un Islam sufi che non ha nulla a che fare con quello più radicale importato dal Medioriente. Allora il tentativo sarebbe quello di provocare una risposta internazionale, di attirare soldati stranieri nel Paese in modo da far coincidere la loro causa con una guerra di liberazione. Il secondo passo fondamentale, però, è quello di costringere i soldati stranieri a sparare sulla folla; a tal proposito, gli analisti di Amisom hanno notato con preoccupazione cha nelle ultime settimane Al Shabaab ha cominciatoa sparare sul contingente dell'Unione Africana mimetizzandosi tra la folla dei mercati (di recente è successo in quello di Bakara), crocicchi affollati, sperando in una reazione che faccia vittime innocenti. Tutte prove del fatto che il dna del gruppo non è più lo stesso.

Alberto Tundo

 

Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Somalia