Più negozi e flessibilità nella ricerca e contrattazione della manodopera a Cuba. D'altronde anche nell'isola la crisi occupazionale si fa sentire. Si calcola infatti che almeno un milione di cubani, lavoratori del settore pubblico, siano in esubero. Con la flessibilità promessa da Raùl Castro nel suo recente discorso davanti al parlamento, però, tutto questo potrebbe essere facilmente risolvibile.
"Il Consiglio dei Ministri -.ha detto Castro- ha deciso di dare maggior respiro al lavoro in proprio eliminando alcune dei divieti vigenti per la concessione più veloce di nuove licenze".
Tutto questo senza però abbandonare il modello economico socialista per un'economia di mercato liberista. E anche le imprese private e i lavoratori autonomi, comunque, verranno fiscalmente controllati dallo Stato centrale. Misure indispensabili, secondo Raul Castro che ha ricordato anche che i lavoratori improduttivi dovranno cercarsi una nuovo posto di lavoro, anche se alla fine "nessuno verrà abbandonato al suo destino".
L'economia statale in ogni caso è il principale argomento degli ultimi giorni nell'isola. Pochi minuti dopo la fine del discorso di Raùl davanti al parlamento dell'Havana, il ministro dell'economia Marino Murillo ha fatto sapere alla stampa riunita che "non si può parlare di riforme adesso. Stiamo cercando di aggiornare il nostro modello economico. Lo stiamo studiando con molta calma". Forse i modelli più vicini oggi possono essere Vietnam e Cina che hanno aperto all'economia di mercato senza abbandonare il controllo statale.
Ovviamente quando si parla di economia cubana si deve fare la tara. Da decenni l'isola è sottoposta a uno stritolante bloqueo (blocco economico) imposto dagli Usa. Lo stesso bloqueo ogni anno viene condannato da oltre 170 paesi del mondo esclusi Usa, isole Marshall e isole Palau (sotto controllo politico Usa) e Israele.
La situazione a cui da decenni è stata sottoposta Cuba ha costretto ad una rinuncia quasi totale alle importazioni di beni.
Il presidente Castro, pur consapevole dell'esigenza, anche urgente, di una riforma dell'economia, davanti al parlamento riunito ha sottolineato l'importanza di tenere alta l'unità nazionale, l'unità della Rivoluzione "più solida che mai" e della strada da percorrere. Poi la conferma: il carattere socialista del sistema politico cubano è "irrevocabile".