04/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Tra scienziati impacciati e giornalisti frettolosi

Noi scienziati abbiamo un brutto vizio: quello di basare (quasi sempre) le nostre opinioni su fatti dimostrabili piuttosto che su sensazioni o sul sentito dire. Uno penserebbe che lo stesso vale anche per i giornalisti, e infatti di solito é cosí, ma non sempre purtroppo.
Ieri, per esempio, persino uno dei miei giornali preferiti (PeaceReporter) se n'é uscito con una notizia bislacca dal titolo quantomeno bizzarro: "Scienziati inglesi: la gallina è nata prima dell'uovo". All'inizio pensavo che il titolo fosse uno scherzo, una battuta, e mi aspettavo che il contenuto dell'articolo mi facesse capire in cosa consiste la scoperta in questione. Invece no, ho letto e riletto il pezzo diverse volte senza capire dove volesse andare a parare. Avrei anche voluto leggere la pubblicazione originale di cui parlava l'articolo di PeaceReporter, ma purtroppo quest'ultimo non citava alcuna fonte precisa a parte il nome di uno dei ricercatori e la città in cui si trova. Non c'era menzione dell'istituzione per cui i ricercatori lavorano né della rivista scientifica su cui hanno pubblicato il loro lavoro. Nulla. L'articolo di PeaceReporter parlava solo di un certo Mark Rodger di Warwick il quale avrebbe detto qualche stupidaggine sul fatto di avere risolto il paradosso dell'uovo e della gallina. Un po' come dire che Mario Rossi di Milano ha detto di avere inventato una ricetta per fare la neve fritta! Mi ci é voluta quasi mezz'ora tra Google e PubMed (un server internazionale che raccoglie tutte le pubblicazioni scientifiche in materie chimiche, biologiche e mediche) per riuscire ad arrivare all'articolo originale.
Il lavoro di Rodger e colleghi é molto interessante, per due motivi. Primo, perché descrive per la prima volta alcuni dettagli sul meccanismo attraverso cui una proteina già nota (ovocleidin-17) dirige la formazione di quelle strutture ordinate di carbonato di calcio (calcite) che compongono il guscio dell'uovo.

La produzione da parte della gallina di una forma così perfetta e sempre uguale a se stessa, l'uovo, necessita di meccanismi biochimici molto sofisticati perché la gallina non produce l'uovo in maniera consapevole così come un artista produce una scultura, per l'uovo tutto avviene "automaticamente" senza che la gallina se ne renda conto. Capire come certi "meccanismi automatici" si verificano in natura, ci permette di riprodurli in laboratorio al fine di usarli, per esempio, nella medicina rigenerativa. Infatti, il secondo elemento per cui la ricerca del Prof. Rodger e colleghi é interessante, é lo sviluppo di un modello matematico che permette di simulare in vitro (cioè in una provetta) il funzionamento di ovocleidin-17. Questo non significa che se mettiamo in mano al Prof. Rodger una provetta, del carbonato di calcio, un pizzico di ovocleidin-17 e un computer lui é in grado di tirarci fuori un uovo. Però il loro lavoro é un importante passo avanti perché fornisce nuove informazioni e nuovi strumenti.

Allora uno si domanda: che c'entra in tutto ciò il paradosso retorico "é nato prima l'uovo o la gallina"? In che modo il lavoro di Rodger e colleghi risolve il paradosso (che per altro é irrisolvibile per definizione)? E perché PeaceReporter mette tanta enfasi su quello che il lavoro di Rodger e colleghi non fa (cioè risolvere il paradosso) limitandosi a riportare solo nelle ultime due frasi (per altro poco comprensibili) il significato vero della scoperta? Secondo me é andata così. In qualche modo un sedicente giornalista inglese ha saputo del lavoro di Rodger e lo ha intervistato. Allora Rodger, da "bravo" scienziato totalmente incapace di comunicare con il grande pubblico, ha parlato in "scientifichese", una lingua che solo noi addetti ai lavori parliamo, per cui il povero giornalista non ha capito un bel niente. Quest'ultimo, poi, da "bravo" giornalista, non ha avuto l'umiltà di ammettere la propria ignoranza e chiedere ulteriori spiegazioni, così, quando il suo caporedattore ha cominciato a insistere che voleva quel pezzo e lo voleva subito, lui ha deciso di attaccarsi a quell'unica battuta che Rodger deve aver fatto durante la loro conversazione (e che lui non ha capito) quando ha detto che nel suo laboratorio avevano finalmente risolto il paradosso: "siccome ovocleidin-17 é una proteina prodotta delle galline e dirige la formazione del guscio dell'uovo, allora é chiaro che la gallina é nata prima dell'uovo". Un altro scienziato, dotato dello stesso senso dell'humor di Rodger (una cosa a metá tra il pazzo/geniale e lo sfigato/secchione), avrebbe senz'altro capito la battuta e riso a crepapelle. Il povero giornalista, invece, non solo non l'ha capita, ma l'ha addirittura presa sul serio, e ci ha fatto un articolo per la BBC... da cui poi numerose altre testate europee hanno semplicemente copiato senza verificare fonti e contenuti.

Un malinteso, quindi? Mah, forse. E di chi é la colpa? Di tutti e nessuno. Di noi scienziati che spesso siamo totalmente incapaci di comunicare il nostro lavoro al grande pubblico e dei giornalisti che spesso non hanno l'umiltà di informarsi per capire veramente di cosa stanno scrivendo.
Ma soprattutto, alla fine di questa storia, io che prima di essere scienziata resto sempre e comunque una ragazza di campagna, mi e vi domando (a proposito della presunta risoluzione del paradosso dell'uovo e della gallina): e che ci voleva davvero uno scienziato dell'Università di Worwick per dirci che le galline fanno le uova?

Dada Pisconti

Parole chiave: Scienza, giornalismo
Luogo: Gran Bretagna