09/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



A venticinque anni dalla fine della dittatura in Uruguay, la figlia di due desaparecidos chiede giustizia

A venticinque anni dalla restaurazione della democrazia in Uruguay, ex agenti della dittatura verranno processati in Argentina per crimini commessi tra il 1973 e il 1985. Nei circoli militari uruguaiani si teme la fine del 'patto del silenzio', dovuto alla ley de caducidad che impedisce di fare luce su molti episodi accaduti in quegli anni.

La lotta di Macarena Gelman, cittadina uruguaiana che ha scoperto di essere figlia di due desaparacidos uccisi in Argentina, si inserisce nella stagione dei nuovi processi pubblici inaugurati a Buenos Aires il 18 marzo scorso.

Nata all'ospedale militare di Montevideo nel 1977, Macarena fu adottata dopo la morte di sua madre, Maria Claudia Garcia, sequestrata ancora incinta e uccisa dopo averla data alla luce. Macarena spera di ritrovare il corpo di sua madre e ha testimoniato il 5 agosto scorso dinnanzi al tribunale di Buenos Aires per i processi sui crimini contro l'umanità commessi nel 1976 nell'autofficina Orletti, dove furono uccisi i suoi genitori. Il locale fungeva da copertura per gli agenti che parteciparono all'Operazione Condor, rete di coordinamento e repressione delle principali dittature del sud America.

Il caso della scomparsa della madre di Macarena era stato archiviato nel dicembre del 2005 dalla Corte d'Appello e ora si attende l'udienza della Corte Interamericana per i Diritti Umani, cui Macarena ha fatto ricorso. La donna, che conosce la sua vera identità dal 2000, oggi ha 33 anni. E' stata rintracciata da suo nonno, il poeta Juan Gelman, e ha intrapreso la sua battaglia per ricostruire la propria vita e quella del suo Paese.

Sono più di 500 gli Hijos (figli) che, riunitisi nell'omonima organizzazione, chiedono la fine dell'impunità per i responsabili dei crimini commessi durante la dittatura e che si battono per l'apertura degli archivi militari.
Nel Paese del presidente Pepe Mujica, si discute di aggiungere all'articolo 85 della Costituzione la possibilità di seguire la normativa del diritto internazionale anche se in conflitto con il sistema giuridico interno: un passo avanti verso l'eliminazione della legge d'impunità, approvata nel 1986 e ripristinata con due referendum, l'ultimo il 21 ottobre 2009. Nonostante la legge sia stata dichiarata incostituzionale da governo, parlamento e Corte Suprema, i voti favorevoli all'abrogazione si sono fermati al 42 percento e il referendum non è passato.

Solo alcune settimana fa nelle strade della capitale uruguaiana hanno sfilato centinaia di migliaia di persone, nell'annuale marcha del silencio, una manifestazione organizzata per le vittime della dittatura; i parenti dei desaparecidos hanno sfilato in testa al corteo, nel silenzio della folla, interrotto solo dalla lettura dei nomi delle vittime.

In Uruguay i desaparecidos sono oltre 200, decisamente meno che in Argentina, anche se le strategie degli "squadroni della morte" furono le stesse.
"Ho smarrito tutti i miei punti di riferimento, mi sento straniera tanto in Uruguay come in Argentina. Cerco il mio posto nel mondo" ha affermato Macarena in un'intervista a El Pais, augurandosi di curare le sue ferite con il raggiungimento della verità.

 

Flavia Cappadocia

 

 

 

Parole chiave: Uruguay, dittatura
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Uruguay