Il generale dell'esercito iracheno, Babaker Zebari, ha dichiarato che il ritiro delle truppe statunitensi dall'Iraq, previsto per la fine del 2011, giunge prematuramente perché i militari iracheni non sarebbero ancora in grado di mantenere autonomamente la sicurezza nel Paese.
Il capo dell'esercito auspicherebbe, invece, che i soldati americani rimanessero nel paese per altri dieci anni, data in cui potrebbe essere garantita la necessaria stabilità e sicurezza ai territori distrutti dalla guerra. Durante la conferenza in cui Zebari ha manifestato le sue perplessità riguardo al ritiro delle truppe, è emerso anche che i democratici al governo negli Stati Uniti starebbero facendo pressioni per lasciare l'Iraq per non deludere le promesse elettorali in vista delle elezioni di metà mandato a novembre di quest'anno.
La Casa Bianca ha mostrato, invece, la sua soddisfazione per i progressi fatti finora nei territori occupati e per il rispetto dei piani di trasferimento della sicurezza dall'esercito americano alle forze locali. Il governo americano ha anche dichiarato, attraverso un suo portavoce, che sono stati registrati miglioramenti significativi nel Paese negli ultimi due anni e che le forze di sicurezza irachene sono pronte a prendere la guida quando la missione militare degli Stati Uniti finirà.