23/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Ondata di accertamenti: scoperti rincari ingiustificati soprattutto nei generi alimentari

In Tunisia e in molti altri Paesi islamici, la spesa delle famiglie cresce notevolmente durante il Ramadan, il mese sacro per i musulmani di tutto il mondo. I prezzi aumentano soprattutto per i generi alimentari a causa di rincari illegittimi applicati da negozianti disonesti.
L'ha accertato una ricerca condotta durante i primi dieci giorni della festività religiosa dal ministero del Commercio e dell'Artigianato tunisino. Lo studio si basa sui dati raccolti nel corso di un'ondata di ispezioni svolte dalle agenzie per la tutela dei consumatori.

Nel corso di 1.284 accertamenti sono state riscontrate 3.301 irregolarità e sequestrati 40 tonnellate di frutta e verdura, 39 di prodotti vari (frutta secca, orzo, formaggio, acqua minerale, carne e derivati), 8.500 scatole di datteri e 600 capi d'abbigliamento e calzature.
L'operazione coinvolge le linee di produzione e distribuzione, compresi supermarket, mercati di strada, rivendite all'ingrosso. Secondo il direttore generale del ministero, Elyes Ben Ameur, le ispezioni hanno già indotto tre agenzie pubblicitarie a cambiare alcuni spot televisivi in quanto fuorvianti per i consumatori.

Parole chiave: cibo, commercio, ramadan, mercato, islam
Categoria: Diritti, Religione, Costume
Luogo: Tunisia