31/08/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



L'intervista al quotidiano messicano La Jornada. L'ex presidente spiega il perchè dei suoi errori

"Se qualcuno è responsabile, sono io". Così l'ex presidente cubano, Fidel Castro, ha dichiarato la propria responsabilità nella persecuzione contro gli omosessuali a Cuba, subito dopo il trionfo della Rivoluzione, nel 1959. Ha proseguito definendola più volte una 'grande ingiustizia', in un'intervista alla direttrice del quotidiano messicano La Jornada.
"In quei momenti non mi potevo occupare di questo caso. Ero immerso nella crisi di ottobre -afferma riperccorendo la crisi dei missili tra gli Usa, l'Urss e Cuba nel 1962- nella guerra e nelle questioni politiche". L'omofobia, secondo Castro, è stata: "Una reazione spontanea nelle file rivoluzionarie che seguivano le tradizioni del Paese, dove negri e gay erano discriminati". Molti furono gli omosessuali mandati in campi di lavoro militare-agricoli.

Nell'intervista l'84enne cubano ha poi accusato gli Usa di portare avanti una guerra biologica contro Cuba, e di aver introdotto nei primi anni della Rivoluzione il virus II della dengue, malattia che ha provato la morte di 150 persone, quasi tutti bambini.

 

 

Parole chiave: Cuba, Fidel Castro, omosessuali
Luogo: Cuba