E' proprio vero che chi trova un amico trova un tesoro. L'amicizia tra la Liberia e gli Stati Uniti si arricchisce di un nuovo abbraccio, una stretta da dieci miliardi di dollari.
Un accordo redditizio. Tanto vale l'accordo firmato il 27 agosto tra il governo liberiano e Chevron, la compagnia petrolifera a stelle e strisce i cui piani di espansione spesso e volentieri coincidono con gli interessi geopolitici di Washinghton. Secondo quanto riferito dalle parti contraenti, il colosso petrolifero si è assicurato il diritto di estrazione su tre giacimenti petroliferi individuati a largo della costa liberiana. Nell'accordo è incluso anche il restauro del porto di Monrovia, il principale scalo commerciale della Liberia, e il ripristino di un collegamento aereo diretto tra i due Paesi, il primo dopo 20 anni: la linea Monrovia-Atlanta sarà coperta dalla Delta Airlines con un Boeing 767-300ER a partire dal 5 settembre. Al settimo cielo la presidente liberiana, Ellen Johnson Sirleaf: "Siamo onorati che di dare il benvenuto a Chevron come partner della Liberia per esplorare le nostre risorse di gas e petrolio. Oltre agli investimenti, Chevron porterà le tecnologie più nuove e le pratiche migliori in termini di trasparenza ed efficienza". "Il settore energetico è una delle mie priorità - ha continuato la Sirleaf - e grazie alle competenze tecniche di Chevron potremo costruire una nostra capacità in questo settore, dando un sostanzioso contributo alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro".
Una scelta che fa discutere. La compagnia americana dovrebbe poter cominciare a trivellare già entro la fine dell'anno. L'accordo dovrà essere ratificato dal Parlamento ma qui cominciano i primi problemi. Perché non sono pochi quelli che non ci vedono chiaro; questa corsia preferenziale che la Sirleaf sembra aver accordato a Washinghton non piace a molti. Ragioni politiche, più che etiche. Storcono il naso di fronte ad un'alleanza che di fatto ha blindato la presidente, che ha i suoi sponsor migliori all'interno della Segreteria di Stato americana, leggi Hillary Clinton. Sponsor che si attiveranno di nuovo in vista delle prossime elezioni presidenziali, previste per il 2011. E non è un caso se ultimamente gli astri hanno mostrato una particolare benevolenza nei confronti della Liberia; si pensi solo alla magnanimità mostrata da istituzioni come Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale con recente cancellazione del debito. E così, qualcuno si è permesso di chiedere come Chevron si fosse aggiudicato il contratto. La risposta non c'è, o meglio, è piuttosto fumosa. Una funzionaria della presidenza che ha chiesto l'anonimato ha detto che la gara c'è stata ma è stata pubblicizzata solo all'estero, cosa peraltro irregolare. Che ci sia stata o no, risulta che a vincere sia stata in origine una piccola compagnia che ha poi passato la mano non possedendo le capacità tecniche per estrarre il petrolio. Ma ancora più rivelatrice è una ingenua confessione della presidente: "A maggio, mentre ero negli Usa, mi sono incontrata con il management della Chevron per incoraggiarli a venire e fare affari con noi. Sono convinta che l'arrivo in Liberia di una grande compagnia come questa, sia un segnale forte". La Liberia era un boccone troppo ghiotto per Chevron, che ha nell'Africa Occidentale una zona ad alto interesse strategico. Interessanti bacini petroliferi sono già stati trovati in Ghana e Costa D'Avorio che così si unisce ai nuovi eldorado petroliferi del Golfo di Guinea. La febbre per l'oro nero nella regione ha portato alla scoperta di 275 giacimenti in meno di 10 anni. Proprio nei dintorni di Monrovia, erano già stati individuate riserve stimate intorno agli 1,5 miliardi di barili. Su questo tesoro, sono al lavoro la Oranto Petroleum Limited (nigeriana ma con sede legale in Gran Bretagna) e la Broadway Consolidated, nei giacimenti denominati LB11-12 e LB13. Un parlamentare molto importante, dietro garanzia di anonimato, ha confessato a The Analyst che questo accordo dimostrarende evidente a che punto sia arrivata la corruzione nel Paese: come sono state scelte le compagnie petrolifere invitate alla gara? Chi ha fatto la lista? In base a quali criteri è stata scelta la vincitrice? Domande, al momento, senza risposta.
Alberto Tundo