24/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Oggi a Mosca si è aperto il primo Arctic Forum. Il Cremlino avanza pretese su giacimenti minerari e rotte commerciali, ma gli altri Stati non stanno a guardare

L'hanno chiamata "guerra dell'Artico", anche se di guerra non si tratta. Canada, Stati Uniti, Russia, Norvegia e Danimarca sono gli Stati che da anni si stanno scontrando diplomaticamente per il controllo del Polo. Una calotta inospitale di ghiaccio sotto la quale, però, si nasconde un vero tesoro. Scienziati russi hanno stimato che nell'area vi sia un quarto dei giacimenti di gas naturale e petrolio fino ad ora non sfruttati. Senza contare diamanti, oro e nichel. Una riserva gigantesca che fa gola a molti.

Il primo a muoversi è stato il Cremlino. Nel 2007 una spedizione guidata da Artur Chilingarov arrivo con dei sommergibili nella zona del Polo Nord e piantò una bandierina sul fondale oceanico. "L'Artico è russo", dichiarò in quella occasione. "Dobbiamo provare che il Polo Nord è una estensione del nostro territorio".

Il passo successivo sarà quello di chiedere in sede Onu il riconoscimento della "continuità territoriale" dell'Artico rispetto al suolo russo. Mosca ci aveva già provato nel 2001, ma la sua richiesta era stata respinta. Ora i russi sembrano più ottimisti. Ci sarebbero delle "prove", dei campioni geologici, a sostegno della teoria della "continuità della piattaforma continentale". In particolare Mosca si vuole impadronire di un'area denominata Lomonosov Ridge che nasconderebbe 75 miliardi di barili di greggio. Canada e Danimarca hanno però avanzato la stessa pretesa territoriale. Alexander Bedritsky, consigliere del Presidente Medvedev per i cambiamenti climatici, ha affermato che i russi hanno "forti probabilità" di vedere accolte le loro richieste. "Noi proteggeremo i nostri interessi nell'Artico con tutti gli strumenti civili previsti dagli accordi internazionali" ha detto.

Nello scacchiere geopolitico un appuntamento importante è l'Arctic Forum, inaugurato ieri a Mosca da Vladimir Putin. Il congresso internazionale ha lo scopo di discutere i problemi che minacciano l'Artico e le risorse che esso nasconde. Uno dei temi più attuali è il "passaggio a nord-est", quello che collega i porti del nord Europa con l'Asia. Una via veloce che permette di risparmiare giorni di navigazione e tonnellate di gasolio, sempre che gli Stati si mettano d'accordo sui diritti di transito. Fino ad oggi i mercantili erano costretti a farsi precedere da navi rompighiaccio a propulsione nucleare. Con il riscaldamento terreste e il ritirarsi della calotta polare però, la nuova rotta potrebbe presto essere aperta ad ogni tipo di imbarcazione.

"I pronostici che paventano una battaglia per l'Artico sono senza fondamento" ha detto oggi il premier Vladimir Putin. Dello stesso parere anche Jonas Gahr Store e Sergey Lavrov, ministri degli Esteri di Russia e Norvegia. "Crediamo fermamente che le sfide dell'Artico debbano ispirare uno slancio nelle relazioni internazionali, basate sulla cooperazione piuttosto che sulla rivalità e il litigio".

 

Tommaso Cinquemani

Parole chiave: artico, risorse, putin, russia
Categoria: Diritti, Risorse, Politica, Ambiente
Luogo: Russia