Settimo giorno di blocco delle raffinerie di petrolio in Francia che ha provocato l'esaurimento delle scorte di carburante in millecinquecento stazioni di rifornimento. Una su quattro, per dare un senso della vastità dell'effetto della protesta contro la riforma delle pensioni.
Se secondo la Exxon Mobil la situazione è già critica, per il capo dell'Associazione delle Industrie Petrolifere Francesi "non siamo ancora al punto di crisi". Intanto però il presidente Nicolas Sarkozy ha indetto una commissione di crisi che si occupi di assicurare la continuità di fornitura del carburante. E gli effetti sulla circolazione si sentono eccome: la metà dei voli da e per l'aeroporto di Parigi Orly è stata cancellata, così come un terzo dei voli negli altri aeroporti.
Intanto la protesta si allarga sempre di più, e ancora il settanta per cento dei francesi la sostiene.
A scendere in prima linea contro la riforma, che vuole alzare l'età pensionabile da 60 a 62 anni e quella da statale da 65 a 67, sono anche i camionisti, che hanno orchestrato rallentamenti del traffico nelle maggiori arterie intorno a Parigi, Lille e Lione. Proteste più scomposte si hanno ovunque nelle strade, dove gli studenti sono scesi in piazza, bruciando auto, come a Lione e scontrandosi con la polizia, come accaduto nelle periferie di Parigi, Nanterre e Saint-Denis in testa. Le scuole rimangono bloccate: secondo il ministero sono 261 gli istituti occupati.
Bloccati sono anche i trasporti pubblici in molte città, come Tolosa, Saint-Etienne, dove gli autobus cittadini sono rimasti chiusi al deposito, o come tra Bruxelles e Londra, dove l'Eurostar è sospeso. All'aeroporto Charles de Gaulle l'autorità per l'aviazione civile sta avvisando le compagnie aeree di arrivare con una quantità di carburante sufficiente a compiere il volo di ritorno.
Intanto la rifoma delle pensioni è già passata all'Assemblea Nazionale, e dovrà essere votata in Senato mercoledì. I francesi annunciano nuove proteste per l'occasione.