19/10/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Dismessa la portaerei ammiraglia, la Marina perderà 4mila uomini, l'esercito 7mila. Stop alla ricerca sul missile nucleare Trident

Il primo ministro britannico David Cameron conferma gli annunciati tagli alla Difesa: meno otto percento nel bilancio programmato al 2014-2015. Dopo la mannaia calata sul welfare, tocca alle Forze Armate. Oggi Cameron ha presentato al Parlamento la Defence Spending Review, la revisione strategia della Difesa, che illustra nel dettaglio ciò di cui i soldati di Sua Maestà dovranno fare a meno.

Si parte dalla Ark Royal, la portaerei ammiraglia della Royal Navy, creata nel 1985: verrà subito dismessa, in anticipo rispetto alla data del 2014. Tuttavia, con i soldi risparmiati dalla dismissione saranno costruite due nuove portaerei, la Queen Elisabeth e la Prince of Wales, ma in ogni caso, almeno fino al 2019, la Gran Bretagna non potrà far decollare i suoi jet Harrier dalle loro piattaforme. Una delle due portaerei rimarrà in uno stato di 'allerta indefinita', a significare che non avrà subito piena operatività. Stop temporaneo alle ricerche sul missile nucleare Trident, almeno fino al 2015, anno delle elezioni. Tra le misure anticipate anche la riduzione del personale della Royal Navy di circa 4000 unità con una riduzione della flotta di fregate e da 24 a 19 navi. Anche l'esercito perderà circa 200 mezzi blindati e 7000 uomini entro cinque anni, mentre la Raf dovrebbe mantenere i suoi jet Tornado pur rinunciando a circa 5000 dipendenti. Infine, anche il programma per gli aerei da trasporto Nimrod verrà cancellato.

Nell'annunciare i tagli alla Difesa Cameron ha voluto rassicurare gli alleati americani che l'apporto del Paese rimarrà lo stesso. In una lettera a Barack Obama il premier ha sottolineato che la Gran Bretagna "rimarra' un solido alleato" degli Usa e della Nato malgrado la riduzione del bilancio Difesa. L'obiettivo del premier di tagliare 83 miliardi di sterline di spesa (95 miliardi di euro) nel budget 2014-2015 per far rientrare il deficit pubblico, lievitato a 154,7 miliardi di di sterline, prevede per la Difesa un taglio che potrebbe arrivare fino al dieci percento, secondo alcuni organi di stampa.

Luca Galassi

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