28/10/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Mostra sui paracadutisti italiani a Milano, nei locali dello Spazio Oberdan, della Provincia. El Alamein uguale alle missioni di pace

scritto per noi da
Francesca Rolandi

La mostra Da El Alamein alle missioni di pace, promossa e finanziata dall'assessorato alla Cultura della Provincia di Milano, in collaborazione con i Paracadutisti di Milano e dal ministero della Difesa, occupa i locali dello Spazio Oberdan di Milano dal 20 al 31 ottobre.

L'azione dei paracadutisti sarebbe il filo che lega tra loro vicende molto diverse quali la campagna d'Africa del 1942, le missioni di pace nell'ambito Onu alle quali hanno partecipato soldati italiani nella storia dell'Italia repubblicana e le missioni sotto l'egida Nato che vedono l'Italia impegnata in operazioni antiterrorismo in Iraq e Afghanistan. Il sottotitolo della mostra recita: "Oggi come allora il sacrificio e il valore dei nostri ragazzi''. Padrino della manifestazione è Dario Macchi, presidente dell'Associazione Nazionale Paracadutisti e consigliere della Regione Lombardia ritenuto legato ad ambienti neofascisti.

Viene da chiedersi quale storia venga raccontata in un evento finanziato dalla Provincia di Milano. Aggirandosi tra i pannelli della mostra balza agli occhi l'assenza dell'aggettivo fascista in riferimento all'Italia del 1942. Appare fumoso anche il contesto in cui si svolgono le attività belliche, una seconda guerra mondiale in cui gli eserciti si muovono come pedine su uno scacchiere militare, depurata da qualsiasi riferimento politico.

Eppure il retroterra ideologico dell'iniziativa sembra chiaro, dal momento che si avvale della consulenza della libreria Ritter - unica collaborazione scientifica della mostra - luogo storico dell'estrema destra milanese. La libreria viene presentata sulle brochure della mostra come "specializzata in storia militare in tutte le più vaste accezioni con particolare riguardo agli eventi relativi al secondo conflitto mondiale". Anche se il cofondatore della Ritter, Marco Battarra, circondato di suppellettili e capi d'abbigliamento di esplicita ispirazione nazifascista, dice non avere riferimento a un settore politico.

Nei pannelli della mostra l'apologia della Folgore continua nei decenni in maniera totalmente acritica, elencando le missioni alle quali hanno partecipato i parà italiani. Un esempio per tutti, la Restore Hope in Somalia. Nel 1997 il mensile Panorama pubblicò una serie di foto che ritraevano militari italiani intenti a seviziare civili somali, accertati dalla commissione parlamentare. L'evento ha un dichiarato intento didattico, come si evince dal sito della Provincia: viene da chiedersi a quale senso dell'onore e della Patria si faccia riferimento. E stupisce anche la quasi assenza di reazioni pubbliche, ad eccezione dell'interrogazione di Massimo Gatti, capogruppo della Lista Civica Un'altra provincia PRC-PCd'I.

Parole chiave: el alamein, folgore
Categoria: Guerra, Storia
Luogo: Italia