Amnesty International ha denunciato il fallimento dell'Unione Europea nel chiedere il conto delle pratiche di deportazione di cittadini comunitari nel corso degli arresti seguiti all'attacco alle Torri Gemelle, arresti e detenzioni in cui sono stati negati ai prigionieri i diritti ed è stata largamente e impunemente applicata la tortura. Amnesty ha pubblicato un dossier sull'argomento lunedì, in cui ricorda che l'Unione europea ha la responsabilità legale di assicurare che gli Stati membri rispondano di ogni coinvolgimento in attività illegali relative al programma di deportazione.
"Questi abusi sono avvenuti sul suolo europeo. Non possiamo certamente permettere all'Europa di unirsi agli Stati Uniti nella sua trasformazione in una zona 'libera da responsabilità" ha detto il direttore dell'ufficio europeo di Amnesty Nicolas Berger. Se alcuni Stati membri hanno concesso l'uso degli aeroporti per le deportazioni, altri hanno offerto un sostegno più cospicuo, come l'Italia (vedi il caso di Abu Omar) e la Romania, per quanto abbia negato il proprio coinvolgimento.
La Macedonia è accusata di collusione con il programma statunitense di deportazioni, avendo trasferito un cittadino tedesco in Afghanistan. Altri Stati, come la Germania, hanno invece preferito la via delle investigazioni, piuttosto che scegliere quella della ricerca diretta dei presunti criminali. Ma tutti questi Paesi hanno ceduto alla politica di deportazioni degli Stati Uniti e hanno portato avanti le iniziative prese nella totale impunità.