18/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Era il primo processo civile a un prigioniero di Camp Delta

Ahmed Khalfan Ghailani, primo detenuto di Guantanamo ad affrontare un processo civile, è stato riconosciuto colpevole di aver fornito esplosivi ai terroristi degli attentati contro le ambasciate Usa in Kenya e in Tanzania dell'agosto 1998, in cui rimasero uccise 224 persone, fra cui 12 cittadini americani.

La Corte federale di New York ha però assolto il trentaseienne, originario di Zanzibar, in Tanzania, arrestato in Pakistan nel 2004, da tutti gli altri 285 capi d'accusa a suo carico, tra i quali omicidio, tentato omicidio e cospirazione.

Ghailani rischia ora una pena detentiva di almeno 20 anni, forse anche l'ergastolo. L'udienza in cui verrà annunciata la condanna è stata fissata per il 25 gennaio.

Questa sentenza, che in parte scagiona Ghailani, è destinata a sollevare molte polemiche sulla politica anti-terrorismo dell'amministrazione Bush, ma anche su quella di Obama, impegnatosi a chiudere la prigione militare di Guantanamo e a processare negli Stati Uniti, anche in tribunali civili, i suoi detenuti.

Parole chiave: Usa, Guantanamo, Ghailani
Categoria: Diritti
Luogo: Stati Uniti