29/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Più giustizia soclale ed economia verde. Il gruppo propone una finanziaria alternativa che libererebbe risorse per quasi 26 miliardi di euro

di Giulio Marcon*

Il documento. Il Rapporto di Sbilanciamoci prende le mosse - anche quest'anno - dalla grave crisi economia e finanziaria che stiamo attraversando e che produce drammatiche conseguenze sociali sui cittadini ed in particolare sulle categorie sociali più esposte: precari, donne, immigrati, operai delle fabbriche, pensionati, disoccupati e studenti, dipendenti a basso reddito. In pratica, la maggioranza della popolazione. Come ogni anno il rapporto analizza criticamente - a partire dalla Legge di Stabilità (nuovo nome della legge finanziaria) e dalla Decisione di Finanza Pubblica (così ora si chiama il vecchio DPEF) - i provvedimenti economici e finanziari del governo e/o approvati in parlamento degli ultimi mesi. Dall'altra parte viene avanzato il punto di vista delle organizzazioni della società civile ed in particolare le proposte alternative in materia di spesa pubblica: proposte concrete e dettagliate, realizzabili. In questo modo prospettiamo una vera e propria "manovra finanziaria" alternativa non solo per le misure specifiche, ma anche per il modello di sviluppo che vorremmo: sostenibile, equo, di qualità. Negli ultimi anni la legge finanziaria si è progressivamente svuotata (e lo sarà ancora di più nei prossimi mesi con l'introduzione del nuovo Patto di Stabilità europeo); la trasparenza della sessione di bilancio (e la possibilità di far sentire la voce della società civile) è sempre più ridotta e i provvedimenti di spesa pubblica si sono moltiplicati durante tutto il periodo dell'anno. E' diventato praticamente impossibile quantificare l'entità della manovra.

La legge di stabilità. La legge di stabilità del 2011 fotografa i cambiamenti già introdotti dalla manovra di luglio (legge 122/2010) che di fatto ha anticipato la finanziaria (o legge di stabilità) del 2011 (per la analisi della 122/2010 si veda il documento preparatorio della controcernobbio del 2010 su www.sbilanciamoci.org). Le novità introdotte con il testo della finanziaria sono relativamente modeste rispetto alla manovra triennale di luglio. Cambiamenti più sostanziali sono introdotti dal maxi emendamento presentato l'11 novembre 2010 per venire incontro alle esigenze di rifinanziamento di alcuni capitoli di spesa del bilancio di vari dicasteri e per "ammorbidire" gli effetti della legge 122/2010. In effetti il "maxi emendamento" (che vale 5,7 miliardi) sembra essere la "vera finanziaria", dove sono contenuti gli interventi più importanti. Vengono ridati un po' di soldi all'università, alle politiche sociali e agli enti locali, ma si tratta di briciole rispetto ai tagli di luglio. Inoltre vengono stanziati i soldi per le missioni militari (750 milioni) e qualche spicciolo per il 5 per mille per il volontariato e l'associazionismo: con i soldi a disposizione è diventato l'1,25 per mille ... Come ha ricordato il Presidente Giorgio Napolitano a proposito della finanziaria: "C'è una grande confusione, un grande buio, il vuoto sulle scelte e sulle priorità di destinazione delle risorse pubbliche": parole condivisibili. Quello che emerge, oltre a ciò, sono sostanzialmente i tagli all'ambiente (-20%) alle politiche sociali (i fondi sociali diminuiscono di oltre il 70% dal 2008), della cooperazione allo sviluppo (-56%), del servizio civile (-60%). A tutto questo va aggiunto il massiccio taglio - come si è detto - al Fondo di Funzionamento dell'Università, alle Borse di studio per gli studenti, mentre mancano all'appello oltre  otto miliardi di trasferimenti agli enti locali: tutto questo vorrà dire nei prossimi mesi meno servizi per i cittadini o tariffe più care. Nel frattempo aumentano le spese militari, si stanzia un miliardo e mezzo per il ponte sullo stretto e le grandi opere, si regalano 700 milioni alle scuole private e - mentre si tagliano soldi a parchi, ferrovie per i pendolari e la mobilità sostenibile - si danno oltre 150 milioni, non si sa bene a che titolo, ai padroncini dell'autotrasporto.

Le proposte di Sbilanciamoci. Anche Sbilanciamoci propone di tagliare la spesa pubblica, ma non quella sociale, bensì quella militare (meno quattro miliardi), quella della missione di guerra in Afghanistan (-750milioni), quella del ponte sullo stretto e delle grandi opere (meno un miliardo e 500 milioni), quella dei finanziamenti alle scuole private (-700 milioni). E con una politica di giustizia fiscale potremmo avere molte altre risorse: oltre 10 miliardi con una tassa patrimoniale sopra i cinque milioni di euro di patrimoni e due miliardi dall'innalzamento dell'imposizione fiscale sulle rendite finanziarie al 23%. Risorse fondamentali per far fronte alla crisi, sostenendo in quesrto modo i redditi e le pensioni, ampliando gli ammortizzatori sociali a tutti i precari e rilanciando un'economia diversa da quella che abbiamo conosciuto: sostenendo in questo modo l'"economia verde" e l'economia sociale, dando incentivi alle energie rinnovabili e non all'industria dell'auto, promuovendo un piano di "piccole opere" (riassetto idrogeologico, messa in sicurezza delle scuole) alternativo alle grandi opere, mettendo in campo una politica di pace (cooperazione allo sviluppo, servizio civile, corpi di pace) opposta a quella di guerra che abbiamo seguito sino ad oggi, sostenendo il welfare dei diritti contro quello compassionevole di Tremonti. Non abbiamo bisogno di bonus bebè e bonus famiglia ma di asili nido (siamo tra gli ultimi in Europa) e di ripristinare il fondo per la non autosufficienza che la finanziaria del 2011 ha portato da 400 milioni a zero euro, lasciando da sole le famiglie ad assistere anziani infermi e disabili. Come abbiamo dimostrato con la controfinanziaria del 2011 (si vedano tutte le proposte e le tabelle su www.sbilanciamoci.org) si può mettere in campo una proposta diversa: noi abbiamo messo in fila interventi per 25 miliardi e 596 milioni, tutti coperti da maggiori entrate e minori spese. La nostra finanziaria è alternativa quella di un governo che aggrava le diseguaglianze e favorisce i privilegiati. Di fronte ad una politica regressiva ed antisociale è ora di cambiare rotta e di rimettere al centro delle politiche economiche i diritti, la pace e l'ambiente.


* Portavoce di Sbilanciamoci!

 

Categoria: Diritti, Risorse, Politica, Ambiente
Luogo: Italia