E' possibile informare una nazione intera sulle riforme che un governo vuole adottare per snellire e modernizzare uno Stato? La risposta, se consideriamo l'esempio cubano, non può che essere affermativa.
Le notizie degli ultimi mesi narrano della profonda ristrutturazione del mondo del lavoro nell'isola. Un modello nuovo, che costerà anche molto alla società cubana. E che non nasconde dei rischi: la perdita di tanti posti di lavoro (anche se poi vi sarà una riconversione in altri settori) potrebbe scatenare proteste nella popolazione e di conseguenza una crisi sociale profonda.
Per spiegare bene le riforme, quindi, serviva una strategia, moderna e sicura. E cosa c'è di meglio che incontrare il popolo e spiegare a voce ciò che sta accadendo. L'idea non è rimasta tale e già da qualche settimana ha preso corpo. Più di 55mila riunioni con la popolazione sono già state effettuate. Molte altre si svolgeranno a breve. A tutte l'affluenza è stata alta. Membri del partito comunista cubano si sono mischiati ai giovani de la Union de Jovenes Comunistas, ai lavoratori, agli studenti. Tutti uniti e con un unico obiettivo: discutere il progetto che si prefigge di cambiare radicalmente alcuni aspetti socio-economici di Cuba.
Soddisfazione è stata espressa dal vicepresidente cubano, Esteban Lazo. "Il processo informatico sta portando alla luce argomenti nuovi. Argomenti utili per la necessaria e improrogabile attuazione del modello socialista cubano" ha detto Lazo alla stampa.
Le proposte emerse durante le riunioni saranno inserite in un documento e presentate per essere discusse al prossimo congresso del Pcc che si terrà ad aprile. "Tutte le proposte, i suggerimenti e le considerazioni emerse durante le riunioni sono da ritenere contributi preziosi. Tutto ciò determina una netta volontà della popolazione nel difendere e rinnovare l'esperienza socialista" ha concluso il vice di Raùl. L'ultima parola, al momento, è proprio del presidente cubano. "Non possiamo portare avanti le trasformazioni che proponiamo se non possiamo contare sul consenso di tutta la popolazione e senza aver ascoltato l'opinione di tutti" ha detto Castro.
Alessandro Grandi