20/01/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Uno dei tre detenuti, al Nashiri, rischia la pena di morte

Gli Usa avvieranno nuovi processi militari contro detenuti di Guantanamo. Lo scrive il New York Times, rivelando che il segretario alla Difesa Robert Gates si sta organizzando per rimuovere il blocco imposto all'istruzione di nuovi processi militari. Tra i primi casi che potrebbero passare allo studio del tribunale militare potrebbero esserci quello di Abd al Rahim al Nashiri, un saudita accusato di aver organizzato nel 2000 l'attentato contro la portaerei Uss Cole a largo dello Yemen in cui morirono 17 marinai, il caso Ahmed al Darbi, un saudita accusato di un complotto terroristico mai realizzato contro le petroliere nello stretto di Hormuz, e l'istruttoria riguardante l'afghano Obaydullah, accusato di essere il custode di armamenti per conto della guerriglia.

Il processo più rilevante è ovviamente quello contro al Nashiri, nei confronti del quale potrebbe essere chiesta la pena di morte. Nashiri è inoltre uno dei tre detenuti di Guantanamo sottoposto alla tortura del waterboarding (annegamento simulato) in un carcere segreto della Cia, nel quale fu anche minacciato con un trapano. Al centro del processo Nashiri rimane però un importante quesito giuridico a cui rispondere: all'epoca dell'attentato contro la portaerei in Yemen (quindi prima dell'attentato alle Torri gemelle), vi era già uno stato di guerra con Al Qaeda? La risposta al quesito rappresenta una pregiudiziale di rito dal momento che le corti militari per i crimini di guerra possono giudicare solo reati commessi nell'ambito di un conflitto

Categoria: Diritti, Guerra, Tortura
Luogo: Stati Uniti